Via Crucis in musica con le meditazioni del poeta Mario Luzi

Sono i quindici testi che compongono il libretto La Passione del poeta fiorentino Mario Luzi, scomparso nel 2005, a costituire le meditazioni che accompagneranno  le stazioni della Via Crucis proposta dalla parrocchia dei SS. Vito e Modesto di Spinea per il pomeriggio della domenica delle Palme e della Passione del Signore, 14 aprile, alle ore 16, in chiesa.

Un momento particolare di riflessione e preghiera, posto all’inizio della Grande Settimana, con al centro le umanissime parole che il poeta scrisse nel 1999 per la Via Crucis che si teneva con San Giovanni Paolo II al Colosseo, alla vigilia del grande Giubileo del 2000. In apertura il parroco, Don Riccardo Zanchin, terrà una breve lectio sui racconti della Passione che sono il nucleo più antico dei Vangeli.

Di fatto il testo di Mario Luzi è un lungo monologo di Cristo che, quasi spogliato del divino, si addentra nella profondità della propria umanità e da voce ai suoi pensieri, alle sue angosce, ai dubbi, al pianto, alla paura, in un fiducioso e orante abbandono nelle mani del Padre. Il bene trabocca, nonostante il sangue e la croce, e arriva a contenere persino il buio della morte. Le quindici meditazioni sono affidate alla voce di Adriano Spolaor, mentre i componenti del Gruppo Lettori si alterneranno nella lettura dei passi evangelici e biblici e nella guida della preghiera del Padre Nostro che seguirà ciascuna meditazione. Sono previsti anche alcuni interventi musicali, di sottofondo e di commento alle meditazioni stesse, che verranno eseguiti dai giovani allievi del Liceo Musicale di Venezia.

Le parole del poeta Mario Luzi, se interpretate e non semplicemente lette, con le diverse variazioni di tono e di umana emozione (il Cristo piange, grida, prega, si abbandona) acquistano uno spessore del tutto particolare. Il contesto dell’esercizio di pietà popolare della Via Crucis lascia all’interprete una sufficiente libertà di accenti. La Via Crucis si conclude con una preghiera di una bellezza straordinaria. Queste le parole ultime: “L’offesa del mondo è stata immane. Infinitamente più grande è stato il tuo amore. Noi con amore ti chiediamo amore. Amen”.

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