Lunedì, 15 Luglio 2024
Università

Arrivano nuove aule per gli studenti Iuav a Palazzo Badoer

Conclusi i restauri nella sede cinquecentesca dell’università veneziana con efficientamento energetico e spazi di studio rinnovati

Si sono conclusi i lavori di restauro di Palazzo Baoer, la sede Cinquecentesca dell'Università Iuav di Venezia che rinnova le sue aule e gli spazi studio per gli studenti. Sono quattro le nuove aule inaugurate nella sede di Palazzo Badoer, che potranno ospitare fino a 110 studenti, a conclusione di un nuovo ciclo di restauro e di interventi di efficientamento energetico. 

Palazzo Badoer è stato oggetto in un recente passato di importanti interventi strutturali, che si sono sovrapposti alle stratificazioni del tempo. Oggi nuove esigenze funzionali, legate soprattutto alla didattica, hanno comportato un rilevante intervento di restauro e di efficientamento energetico. Il progetto e la realizzazione (eseguita dalla ditta Engie) ha tenuto conto sia delle esigenze funzionali e di sicurezza che delle istanze della conservazione.

Tra gli interventi principali: la riprogettazione della scala di emergenza, realizzata in carpenteria metallica, che sostituisce anche nel sedime quella precedente; un nuovo sistema distributivo che ha inciso nella ridefinizione degli spazi interni, sostituendo quelli realizzati nel recente passato. Sono stati accuratamente restaurati (a cura della ditta veneziana Lares) frammenti di apparati decorativi, scoperti durante l’esecuzione dei lavori. Queste testimonianze del passato si integrano oggi con i necessari rinnovamenti, in particolare la dotazione impiantistica, in un rapporto teso a esaltare le trasformazioni che il tempo ha impresso e che costituiscono il carattere dell’edificio. Importanti interventi conservativi sono stati condotti e sono tuttora in corso anche nelle due sale al primo piano, ricche di stucchi e decorazioni.

«Innovazione e conservazione si fondono per generare una nuova vita del palazzo, non negando la storia, ma riscoprendola e valorizzandola - Commenta Paolo Faccio, responsabile scientifico degli interventi - costituiscono una ulteriore fase di trasformazione in grado di consentire un uso razionale e contemporaneo, dove le necessità di oggi si confrontano con il passato, nell’ottica di una conservazione di significati e materia, ma con uno sguardo rivolto al futuro»

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