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La firma a Ca' Farsetti

La firma a Ca' Farsetti

Approvato il Pat del Comune, Venezia e Mestre "vedono" il proprio futuro

Il commissario Zappalorto e la presidente della Provincia Zaccariotto hanno firmato il Piano. Ora saranno possibili procedure più snelle

Una storia lunga otto anni si è chiusa martedì pomeriggio. A Ca' Farsetti, infatti, il commissario straordinario Vittorio Zappalorto e la presidente della Provincia Francesca Zaccariotto hanno espresso il proprio consenso all'approvazione del Piano di Assetto del Territorio di Venezia e alla proposta di controdeduzione alle osservazioni, sottoscrivendo i circa 180 elaborati che lo compongono. Questo documento, oggetto di profonde discussioni durante la precedente Giunta Orsoni, specie per quanto riguarda il futuro del Quadrante di Tessera, va a sostituire il vecchio piano regolatore, che risale addirittura al 1962. Non ha nascosto la propria soddisfazione il commissario Zappalorto, il quale poche ore prima assieme ai componenti del proprio staff aveva approvato in Consiglio comunale il bilancio di previsione 2014: "Sono molto contento di avere portato a compimento una storia così lunga e travagliata - ha sottolineato - ringrazio tutti i tecnici che mi hanno dato una mano. Lo trovo un lavoro molto importante".
 
«L’aspetto più significativo che desidero mettere in evidenza - ha affermato invece la presidente Zaccariotto - è il nuovo modo di lavorare messo in atto per arrivare a questo risultato in tempi così rapidi, un metodo basato sulla condivisione, sulla concertazione, sulla sinergia che ci ha visto insieme nella definizione di obiettivi. Un metodo di lavoro che simbolicamente si formalizza oggi con le nostre firme, ma che è solo una tappa in un percorso articolato in cui la Provincia ha giocato un ruolo primario, super partes, mediando fra le diverse istanze, e accelerando i tempi di risposta alle varie osservazioni. Un piano dove le scelte urbanistiche sono frutto di esigenze espresse da più soggetti pubblici e privati, e tenendo in considerazione più aspetti, dalla viabilità ai trasporti all’ambiente, e dove gli aspetti sociali, culturali e storici di Venezia, con tutte quelle peculiarità che la rendono unica al mondo, non sono stati lasciati sullo sfondo, ma sono posti al centro degli elaborati. Al loro interno - continua la titolare di Ca' Corner - troviamo scelte specifiche e condivise. Ricordo fra le molte l’inserimento della nuova viabilità di collegamento del casello di Martellago integrato con il sistema di accesso all’Ospedale dell’Angelo, e l’attuazione della previsione del Quadrante Tessera attraverso uno specifico accordo di programma”.

Tra i molteplici obiettivi del pat di Venezia approvato, oltre alla salvaguardia e valorizzazione dell’ambiente e del paesaggio, a partire dai principali elementi strutturali del territorio come sistema lagunare, con i corsi d’acqua della terraferma, i litorali, si trovano il “recupero e la valorizzazione dei centri storici a fondamento dell’organizzazione insediativa del territorio, così come tutti gli edifici e i complessi significativi sotto il profilo architettonico monumentale e storico, come l’insieme di fortificazioni della Piazza di Difesa Marittima di Venezia”. E ancora “la promozione della città nell’area vasta come luogo di eccellenza di servizi per le persone e le imprese; la riqualificazione dell’ambiente urbano, con la rimozione degli elementi di degrado”. E inoltre il riconoscimento e la valorizzazione delle specificità presenti sul territorio veneziano, l’omogeneizzazione delle scelte progettuali riguardanti la Laguna di Venezia da parte dei Comuni di gronda; l’adeguamento della previsione della nuova viabilità di cintura al sistema urbano di Mestre, denominato “Bivi”, con le previsioni urbanistiche del Comune di Spinea; l’integrazione delle previsioni viarie di connessione con i Comuni di Mira e Marcon; la valorizzazione dal punto di vista ambientale del territorio adiacente al Parco Laghetti di Martellago; l’integrazione delle scelte di tutela in corrispondenza dei più rilevanti sistemi paesaggistici costituiti dai fiumi Marzenego e Dese".

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