Green Marghera

Bonifica e reindustrializzazione di Porto Marghera, un passo avanti dalla Regione

I 107 ettari di proprietà Eni verranno acquistati da una nuova società compartecipata e quindi rimessi a nuovo con 38 milioni di euro, poi saranno venduti

Un altro passo avanti per la bonifica e il riutilizzo delle aree Eni di Porto Marghera è stato fatto martedì, quando la Giunta regionale presieduta da Luca Zaia ha finalmente dato il via libera alla costituzione della Newco, compartecipata dal Comune di Venezia, che avrà il compito di acquistare i 107 ettari di terreno in questione. I passaggi vanno fatti uno alla volta, e quindi, come riportano i quotidiani locali, per il momento bisogna accontentarsi che siano avviati i procedimenti perché Veneto Acque spa, interamente partecipata dalla Regione del Veneto e “in possesso delle caratteristiche statutarie necessarie”, acquisisca il 50 per cento delle quote di capitale di Live spa (Lido Eventi), attualmente controllata dal Comune di Venezia, attraverso la sua società immobiliare (Ive).

La delibera regionale prosegue il percorso societario previsto dall'accordo sottoscritto ad aprile da Orsoni, allora ancora sindaco di Venezia, Paolo Scaroni, all'epoca ad Eni, e lo stesso Luca Zaia: i tre avevano fissato il 10 agosto come termine ultimo per la formulazione delle istanze di subentro nella proprietà delle aree cedute da Eni. Lo scandalo Mose, che ha coinvolto anche l'assessore Regionale Renato Chisso e l’alto funzionario Giovanni Artico, responsabili della questione, ha portato Zaia a chiedere il parere del commissario Vittorio Zappalorto prima di procedere. L'attuale occupante di Ca' Farsetti ha dato parere positivo e quindi martedì la Regione ha fissato al 31 ottobre il nuovo termine, senza legge regionale apposita ma con il tempo per “procedere con la dovuta attenzione nel consolidamento del nuovo assetto societario”. Ora bisognerà cambiare il nome della società e nominare consiglio di amministrazione e presidente, poi la palla passerà ai ministeri, che dovranno autorizzare la voltura catastale e definire i titoli di concessione; infine si passerà alle bonifiche vere e proprie, che costeranno ad Eni ben 38 milioni di euro, quindi al bando per la vendita.

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