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Tredicesimi nella classifica Greenitaly, imprese in provincia di Venezia virtuose

Sono oltre 6mila le ditte "verdi" nel nostro territorio, che si piazza bene nella graduatoria delle province ecosostenibili. Nonostante qualche rimpianto

Sono ben 6.410 le imprese "verdi" della provincia di Venezia, il 25% di tutte le imprese iscritte alla camera di commercio. Il dato emerge dal rapporto "Greenitaly 2014" redatto da Unioncamere e fondazione Symbola, e prende in considerazione gli investimenti in prodotti e tecnologie atti a ridurre l'impatto ambientale nel periodo 2008-2014. Come riporta la Nuova Venezia, si tratta di aziende impegnate nella riduzione di emissioni in atmosfera, scarichi in fiumi o mari e nella gestione del proprio ciclo dei rifiuti, l’utilizzo di energie rinnovabili, l’efficienza energetica e attività sostenibili. Nel nordest sono circa 75.600 le imprese che investono in questo senso e a primeggiare è il Veneto, dove se ne contano 35.700, pari al 10,4% del totale nazionale.

Alcuni esempi? La produzione innovativa di bricole con nuovi materiali (plastica e alluminio) e le prime riconversioni “green” di vecchi cicli produttivi avviate dall’Eni a Porto Marghera: la riconversione al biodisel della sua raffineria di petrolio e l'avvio del progetto di sviluppo di una piattaforma tecnologica di utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, orientata allo sviluppo della tecnologia di metatesi di olio vegetale con etilene.

Non mancano però importanti occasioni perdute: come quella di un investimento del colosso biochimico Mossi e Ghisolfi (M&G) che aveva chiesto senza successo un’area dismessa del petrolchimico nella quale avviare la costruzione di un impianto di biocarburanti di seconda generazione per un investimento di 100 milioni di euro. Oppure la proposta del gruppo bolognese Bertolini di affittare la Vinyls in amministrazione controllata per riavviare la produzione di cvm e soda con la prospettiva di un’acquisizione. Al tempo era stato preferita la proposta dell’imprenditore trevigiano Fiorenzo Sartor, che non investì un euro.

Attenzione particolare è stata dedicata a Caorle, dove si trova il primo complesso residenziale-turistico realizzato quasi interamente in legno, nel quale sono impiegati «schermature e isolamenti, recupera energia utilizzando la geotermia di falda, i pannelli fotovoltaici, il solare termico, la ventilazione meccanica controllata, l’impianto domotico, gli ombreggiamenti e il verde dei tetti-giardino ottenendo un comfort ambientale ai massimi livelli»

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