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Edifici vecchi e poca differenziata: nel Veneziano le scuole non brillano

Secondo una indagine di Legambiente a livello nazionale la città e provincia lagunare si posizionano al 52esimo posto per pratiche green

C'è ancora tanto da fare. Per la sicurezza e per l'igiene. Venezia e provincia non brillano nella graduatoria di Legambiente che condensa in sé i fattori di rischio e le buone pratiche di studenti e dirigenti. Rispetto alle città capoluogo venete, infatti, la città lagunare si posiziona sotto Verona (la città scaligera è al 44esimo posto, la nostra al 52esimo) a livello nazionale all'interno della rilevazione EcoSistema Scuola 2014. Dietro Vicenza (60esimo) e Rovigo (72esima posizione). Primatista in regione è Treviso (24esima), mentre Padova e Belluno seguono al 30esimo e 42esimo posto.

Treviso la città con i migliori dati sulla messa a norma degli edifici scolastici, grazie probabilmente anche al maggior numero di interventi di manutenzione straordinaria realizzati negli ultimi 5 anni. Vicenza quella che investe mediamente di più sia in manutenzione straordinaria che ordinaria, tanto da rientrare nelle speciali top ten nazionali dei Comuni che investono di più. Se ci vogliamo muovere in modo sostenibile per raggiungere le scuole, Treviso e Padova sono le città con le migliori performance del servizio di pedibus; Belluno, Venezia e Verona con la percentuale più significativa di scuole raggiungibili su piste ciclabili.

La raccolta differenziata è prerogativa di Belluno, mentre Venezia si caratterizza per l’utilizzo dell’80% di prodotti biologici nelle mense scolastiche. A Padova la maggior percentuale di edifici scolastici che utilizzano fonti di energia rinnovabile. I dati indicano un’edilizia scolastica non giovanissima, il 72,1% degli edifici infatti è stato costruito ante 1974, anno di entrata in vigore della normativa antisismica. Un’edilizia vetusta che tiene poco in conto sia i criteri costruttivi della bioedilizia (0,2% degli edifici contro lo 0,8% del dato nazionale), sia quelli antisismici. L’impegno delle amministrazioni nella manutenzione straordinaria è nella media nazionale, con il 48,5% degli edifici scolastici veneti che ne hanno beneficiato negli ultimi 5 anni. Sono il 19,7%, invece, quelli in attesa di interventi urgenti. Nella media gli investimenti sia per la manutenzione straordinaria che per l’ordinaria.

Una manutenzione che ha portato i suoi frutti nella messa a norma degli edifici scolastici e nell’acquisizione delle certificazioni. Sopra la media nazionale risultano infatti i dati relativi a: certificato di agibilità, in possesso del 61,4% degli edifici; certificazione igienico - sanitaria, 63,3%; certificato di prevenzione incendi, 42,9%, impianti elettrici a norma, 96,1%; requisiti di accessibilità, 85%. In Veneto si punta quindi sulla sicurezza degli edifici ma anche sulla mobilità: il servizio di scuolabus è garantito al 34,9% degli edifici scolastici; il pedibus è a disposizione dell’11,3%, contro il 5,2% del dato nazionale. Sono invece solo il 5,9% le scuole raggiungibili in bicicletta grazie alla presenza di piste ciclabili, 8,6% la media nazionale. La sicurezza nelle aree antistanti le scuole viene affidata ai nonni vigili, presenti nel 22,8% degli edifici scolastici, contro il 16,6% della media nazionale.

Stenta a decollare il dato sulla raccolta differenziata inferiore al dato nazionale per tutti i materiali. Discorso opposto per quel che riguarda l’utilizzo di energie rinnovabili: sono il 23,8% le scuole che utilizzano energie pulite, rispetto al 13,6% del dato nazionale. In queste gli impianti fotovoltaici sono quelli maggiormente diffusi (85,3%), seguiti da solare termico (12,1%) e dalla geotermia (2,6%). Da evidenziare tuttavia come questi impianti, dove presenti, coprono solo il 17% dei consumi, contro il 42,3% del dato medio nazionale. I maggiori rischi sono dovuti alla presenza di antenne cellulari in prossimità del 35,3% degli edifici, per il 50% di esse sono stati realizzati monitoraggi ad hoc.

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