Dall'olio fritto si produrrà diesel "green": la raffineria Eni di Marghera all'avanguardia

L'intesa tra il colosso degli idrocarburi e il Conoe, Consorzio nazionale di raccolta e trattamento oli esausti, è stata siglata mercoledì a Roma alla presenza del ministro Galletti

L'olio fritto diventerà diesel "green" di alta qualità. E lo diventerà proprio per la raffineria Eni di Porto Marghera, la quale sarà protagonista di un protocollo innovativo per il settore. Secondo l'accordo firmato mercoledì mattina a Roma tra il colosso degli idrocarburi e il Conoe, il Consorzio nazionale di raccolta e trattamento degli oli esausti, l'olio fritto usato dei ristoranti e delle mense sarà utilizzato per la produzione di diesel verde nello stabilimento veneziano. L'intesa è stata siglata alla presenza del ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti.

Il Conoe, dunque, si impegna a fornire a Eni tutto l'olio esausto raccolto dalle sue aziende per alimentare la bioraffineria di Porto Marghera (riconvertita nel 2014) e quella di Gela, che sarà riconvertita l'anno prossimo. L'impianto lagunare oggi utilizza soprattutto olio di palma importato. L'uso degli oli vegetali esausti permetterà di ridurre le emissioni di anidride carbonica e di polveri sottili dai carburanti, oltre ad eliminare i problemi che questi olii creano oggi agli impianti di depurazione. Il green diesel prodotto costituirà il 15% del carburante diesel premium di Eni, l'Eni Diesel+.

"Questo accordo non ci aiuta solo nel raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra - ha commentato il ministro Galletti -, ma dimostra anche che l'economia circolare si può fare non solo nella green economy, ma anche in altri settori, come quello dell'Eni, che in teoria dovrebbe essere il mio 'nemico'". Per Galletti "l'accordo ci indica che stabilimenti come quello di Marghera, considerati a lungo dei 'costi', possono diventare invece risorse creando posti di lavoro".
 

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