Pronte le vasche di laminazione sul Lusore, impianto consegnato alla comunità

Taglio del nastro sull'opera idraulica che permetterà di abbassare il livello del fiume di 30 centimetri, prima di scaricare a valle la portata d'acqua in caso di piena. «La sicurezza idraulica non esiste»

Vasche laminazione Lusore, foto dall'alto

Terreno ed erba a perdita d'occhio e piccoli corsi d'acqua, dagli argini fragili, che si insinuano: è il territorio della pianura padana, è l'hinterland di Santa Maria di Sala e Caltana, nella Città metropolitana di Venezia, attraversato dal Lusore e Fiumicello, che appartengono al bacino scolante della laguna. In via Rivale oggi, sabato 9 novembre, la gente è venuta a vedere l'inaugurazione delle vasche di laminazione realizzate sul Lusore. Prima di assistere al taglio del nastro sull'opera idraulica, che abbasserà il livello del fiume di 30 centimetri, prima di scaricare a valle la portata d'acqua, in caso di piena, in tanti sono stati testimoni degli allagamenti e delle alluvioni degli anni passati. «Quando ero giovane, 25 anni fa - racconta il sindaco di Santa Maria di Sala, Nicola Fragomeni, - un'opera del genere la si immaginava appena, se ne parlava. Oggi siamo qui a tagliare il nastro. Tanto è stato fatto, tanto si può fare, ognuno può metterci del suo. Ogni cittadino tiene puliti tombini e scarichi. Il Comune fa la manutenzione».

La fitodepurazione

Il Consorzio di Bonifica Acque Risorgive, con questo impianto, oltre a ridurre la portata dei corsi d'acqua, abbassando il rischio di allagamento, migliora la qualità dell'acqua che finisce in laguna, che contiene azoto. Si chiama fitodepurazione, e toglie il 17 per cento della quantità di residui di fertilizzanti che entrano nel sistema, complessivamente 15 tonnellate all'anno. Per il bacino scolante, attraverso la legge speciale per la laguna, ci sono dei fondi appositi. Il bacino di laminazione del Lusore è costato 2 milioni di euro. I fondi sono arrivati dalla Regione. Attraverso altri fiumi, come il Brenta e Bacchiglione, l'acqua arriva invece all'Adriatico direttamente, senza passare attraverso la laguna.

L'impianto sul Lusore

«Qui si cerca di ridisegnare la geometria del territorio, che ha un terzo di superficie perennemente bagnata, un terzo in bagnasciuga e un altro di terreno emerso, diventato percorso di transito o, sede di piantumazione», spiega il direttore di Acque Risorgive, Carlo Bendoricchio. 2.300 piante di 16 specie diverse, alberi e arbusti, come l’acero campestre, l’ontano nero, l’olmo, la farnia, il frassino, il biancospino, il nocciolo. Una paratoia bloccherà l'acqua verso valle, il corso del fiume verrà deviato all'interno di tre canne. Una di queste, quando non ci sono piene, servirà alla fitodepurazione. Sul Lusore c'è un impianto che consente la laminazione, cioè riduzione, di 5 metri cubi al secondo di acqua. Viene fatta confluire in vasche attraverso condotte, che si trovano sotto agli argini, viene pulita, in condizioni ordinarie, mentre quando c'è la piena viene trattenuta e rilasciata a valle dopo l'evento eccezionale. «Così riduciamo la portata - dice Bendoricchio - lasciando spazio al Caltana di immettersi, avendo creato un abbassamento del livello. Nel punto in cui Lusore incrocia il passante, abbiamo tre metri cubi al secondo in meno di acqua».

L'esproprio

Con la piena si va a perdere parte dell'effetto di fitodepurazione, ma accade per pochi giorni all'anno. Questo intervento era previsto nel piano di disinquinamento della laguna del 2000, poi è entrato nel piano del commissario Mariano Carraro, nel 2013. «La sicurezza idraulica non esiste - sottolinea Bendoricchio - Dispiace deludere, ma le opere mitigano il danno. La certezza di riuscire a contenere l'acqua, in questo punto o in altri, non l'abbiamo». C'è chi ha rinunciato a un diritto, per consentire un beneficio pubblico. Le opere hanno richiesto un esproprio di terreno, 5 ettari, ai fratelli Pierobon Ghedini, a oggi proprietari dei terreni agricoli confinanti. «Già nel 2006, c'era ancora in vita nostro padre - raccontano - abbiamo accettato questa opera senza opporci. C'è stata una trattativa, durata a lungo. Abbiamo messo a disposizione le aree come era stato previsto».

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