Venerdì, 14 Maggio 2021
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L'urlo di dolore dell'agricoltura veneta: "Crisi strutturale, ci sta uccidendo"

Ora c'è anche l'embargo russo cui far fronte, che colpisce l'export di verdura per l'8%. La Coldiretti lancia la campagna "Scelgo veneto"

"E' una crisi strutturale molto profonda". La Coldiretti lancia l'allarme per il settore. A poche settimane dalla produzione di radicchio, ortaggio di punta del comparto nazionale dove il Veneto primeggia con le sue eccellenze, l'associazione traccia un’analisi del comparto messo a dura prova da un calo dei consumi e dalle turbolenze provocate dall’embargo russo che ha toccato, per la verdura, il -8% nel primo semestre.

Il Veneto, che coltiva più del 40% della produzione esporta in Germania e in Austria grossi quantitativi che nel complesso nazionale valgono per questa cicoria 314 milioni dell’export delle lattughe e radicchi. "Se questo quadro è incoraggiante preoccupa sul fronte interno la riduzione degli acquisti che interessa in particolare i prodotti orticoli di pregio - afferma la Coldiretti - Dal 2008 a oggi sono spariti 48 chili di frutta e verdura dal carrello delle famiglie. Ad aggravare la situazione già critica anche i flussi di importazione che vedono la Spagna immettere nella nostra regione tonnellate di pesche ed altri Paesi che con triangolazioni apparentemente impossibili riescono a far arrivare dall’Olanda migliaia di quintali di pere".

La domanda interna appare dunque ancora fondamentale per il comparto che, purtroppo, deve fare i conti con una prolungata contrazione della spesa che anche nel 2014 manifesta riduzioni notevoli. Ora si aggiunge anche l'embargo russo: "I dati rilevano flussi verso il Paese dell'Est Europa nel comparto ortofrutticolo significativi ma non decisivi – commenta Coldiretti - Tuttavia, è importante rilevare che la chiusura di alcuni sbocchi commerciali determina, in una situazione di eccesso di offerta per molti prodotti, risvolti negativi che non sono facili da stimare".

Lo studio evidenzia che per il Veneto il primo partner commerciale nell’ortofrutta è la Germania che, con ogni probabilità, non solo si approvvigiona in Italia per il mercato interno, ma anche per poi commercializzare le produzioni ortofrutticole verso l’est dell’Europa fino alla Russia. I segnali che sono stati registrati in primis per le pesche e nettarine e che, purtroppo, stanno incominciando a pervenire anche per le pomacee (mele e pere), non sono positivi. "Per sovvertire questo trend negativo nel settore dell’ortofrutta, non basta il ritiro dell’embargo da parte della Russia, né possono rappresentare una soluzione le misure di compensazione ai produttori che non immettono in commercio i prodotti recentemente varate dall’Unione europea - sottolinea la Coldiretti - Solo una decisa ripresa dei consumi domestici può consentire il recupero del prezzo per gli agricoltori".
 
Per questo motivo la Coldiretti ha lanciato un cronoprogramma sotto lo slogan “Meglio italiano, scelgo veneto”, al fine di stringere un patto assieme alla Regione, ai rappresentanti del Governo, ai mercati ortofrutticoli e alla grande distribuzione organizzata.

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