Legambiente porta nelle scuole "Rifiutopoli" di Enrico Fontana

Anche a Mirano lo spettacolo per riflettere su ciclo illegale dei rifiuti, ecomafie, economia circolare e gesti quotidiani a favore dell’ambiente e della legalità

Lo spettacolo a Mirano

Legambiente Veneto e Camera di Commercio di Venezia Rovigo portano, anche al Cinema Teatro di Mirano, lo spettacolo di Enrico Fontana e Vito Baroncini per riflettere sul ciclo illegale dei rifiuti. Ecomafie, economia circolare, gesti quotidiani a favore dell’ambiente e della legalità. Sono i temi di riflessione dello spettacolo "Rifiutopoli: Veleni e antidoti".

Mirano

L’iniziativa, supportata da Unioncamere Veneto e Libera e dedicata alla memoria di llaria Alpi, Miran Hrovatin, Natale De Grazia, Michele Liguori, Roberto Mancini e a tutte le vittime innocenti dell’ecomafia, ha concluso oggi il suo tour veneto: 400 studenti al Cinema Teatro di Mirano. 

«La grande partecipazione e la straordinaria attenzione ci mostra quanto sia importante parlare di legalità e di economia circolare e civile nella società e nelle scuole - dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - un punto di partenza da fissare nell'agenda comune di amministratori cittadini e imprese, per costruire presto una società e un'economia del futuro più sostenibile e più solidale, come le nuove generazioni stanno chiedendo con forza». «Nel nostro lavoro quotidiano ci interfacciamo per lo più con imprenditori e amministratori, ma incontrare le scuole e parlare ai ragazzi rende la nostra missione ancora più stimolante – dichiara Siro Martin, presidente della sezione albo gestori ambientali del Veneto – La sensibilità dei ragazzi ai temi della legalità e della difesa dell’ambiente dimostra sempre alta e attenta. Una sensibilità che però va coltivata e alimentata».

Lo spettacolo

Cosa c'è di più banale di un sacchetto di plastica? Di quelli usa e getta, che non sai quanto costano, durano giusto il tempo di fare la spesa e poi te ne liberi subito, come capita. Eppure per un sacchetto di plastica si può morire. E in nome di un sacchetto di plastica si può fare una rivoluzione. “Rifiutopoli. Veleni e antidoti” porta in scena le parole scritte e narrate da Enrico Fontana e le immagini trasformate dall’artista Vito Baroncini con la sua lavagna luminosa, per raccontare il ciclo illegale dei rifiuti, i traffici della cosiddetta ecomafia, ma anche il cambiamento concreto che i nostri gesti quotidiani possono generare.

Enrico Fontana, membro della segreteria nazionale di Legambiente, giornalista, ex-direttore del mensile La Nuova Ecologia, inizia a raccontare il mondo di Rifiutopoli nel 1984, “scoprendo che i rifiuti venivano abbandonati anche nei luoghi più belli, dove ti aspetti di vedere solo le farfalle. E invece ci trovano di tutto: frigoriferi, lavatrici, macerie, pneumatici fuori uso, che bruciano e avvelenano l’aria”. Le farfalle, che trasformano i rifiuti organici in “nettare”, diventano il filo conduttore di una narrazione che non dimentica le tante buone storie di raccolta, riuso e riciclo del nostro Paese. 

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Dedicato a tutte le vittime innocenti dell'ecomafia, Rifiutopoli: Veleni e antidoti vuole così rappresentare la denuncia, ma anche la risposta, la reazione, la cultura e la creatività al servizio di un nuovo umanesimo. «Con Rifiutopoli, grazie alla sensibilità artistica di Vito Baroncini - dice Fontana - cerchiamo di raccontare, nella maniera più semplice e diretta possibile, questo "mondo di sotto", fatto degli scarti quotidiani dei nostri consumi e di chi approfitta della nostra "distrazione" per trasformarli in affari criminali che avvelenano l'ambiente in cui viviamo e la nostra salute». Ma anche le storie di chi ha pagato con la vita la scelta, coraggiosa, di fare il proprio dovere e la possibilità, concreta, di trasformare l'incubo di Rifiutopoli in un sogno, molto meno immaginario di quanto siamo portati a credere: quello di un mondo senza rifiuti.

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