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Spiagge "invase" dai rifiuti, Legambiente: «Litorale inquinato a Jesolo e Chioggia»

Monitoraggio Goletta Verde alle foci dei fiumi veneti. Trovati 252 rifiuti ogni 100 metri di litorale: "In alcune zone si è investito molto nella depurazione, altre restano indietro"

Su dieci campionamenti eseguiti lungo le coste venete, in corrispondenza delle foci di fiumi e nei pressi di scarichi di depuratori, due risultano fuori dai limiti di legge: la foce del fiume Brenta, in località Isola Verde, a Chioggia, e quella del Piave, al Lido di Jesolo. È il bilancio del monitoraggio svolto dall’equipe tecnica di Goletta Verde, campagna di Legambiente (realizzata anche grazie al sostegno del Conou - Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati e dei partner tecnici Aquafil, Novamont, Nau), presentato mercoledì mattina a Caorle, da Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, Andrea Ragona, segreteria regionale Legambiente Veneto, alla presenza di Pasqualino Codognotto, presidente conferenza dei sindaci della costa veneta e sindaco di San Michele al Tagliamento e Alberto Pozzi, portavoce sindacato medici italiani. 

I prelievi e le analisi sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Legambiente il 3 e 4 agosto. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e sono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Due punti campionati in provincia di Rovigo, otto quelli nel Veneziano: di questi, due sono risultati “inquinati” (appunto, Isola Verde e Jesolo lido), mentre il giudizio è positivo per tutti gli altri punti campionati, di cui cinque sulle spiagge: a Punta Sabbioni e a sud del fiume Sile, nel comune di Cavallino Treporti, sulla spiaggia presso Laguna del Mort, in località Eraclea Mare, nel comune di Eraclea, sulla spiaggia presso via Lepanto, in località Porto Santa Margherita, a Caorle, e sulla spiaggia Brussa, in località Porto Baseleghe; “entro i limiti” anche il giudizio emerso dai campionamenti effettuati nel punto di uscita della laguna, alla fine di lungomare Dante Alighieri, in località Punta Sabbioni, nel comune di Cavallino Treporti.

Legambiente commenta: “Sul fronte della depurazione il Veneto ha due facce: a fronte di una fascia costiera e di quella immediatamente alle spalle che hanno molto investito nel sistema della depurazione, ve n’è un’altra, quella pedemontana e delle prime risorgive, che invece è in grave ritardo. Ecco perché chiediamo alla Regione e alle amministrazioni comunali di non abbassare la guardia sul fronte della depurazione e di utilizzare, laddove necessario, i nuovi strumenti repressivi previsti dalla Legge 68 del 2015 sugli ecoreati in caso di scarichi illeciti, per definire le cause che compromettono lo stato di salute di mare e fiumi”

“Il nostro monitoraggio punta a scovare le criticità ancora presenti nei sistemi depurativi regionali per porre rimedio all’inquinamento dei nostri mari – dichiara Eroe – Nel nostro Paese circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato. L’Unione Europea da oltre dieci anni ci ha imposto la messa a norma dei sistemi fognari e depurativi. Si tratta di un ritardo che si ripercuote anche sulle tasche dei cittadini, visto che le inadempienze dell’Italia hanno portato a procedure di infrazione, in alcuni casi seguite da condanne che si tramutano in multe salatissime. L’Italia è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro, una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità".

Inoltre, secondo Goletta Verde, i bagnanti non sono informati a dovere. "La cartellonistica in spiaggia è per lo più inesistente anche qui in Veneto, nonostante sia obbligatoria. Anche quelli di divieto di balneazione sono merce rara". Tema centrale di questa edizione di Goletta Verde è anche l’inquinamento da marine litter. Il 10% dei rifiuti presenti sulle spiagge italiane proviene, infatti, dagli scarichi dei nostri bagni. Rifiuti buttati nel wc che raggiungono il mare, anche a causa di sistemi di depurazione inefficienti, minacciando la fauna marina. Il 9% di questi rifiuti spiaggiati è costituito da bastoncini per la pulizia delle orecchie che vengono buttati nei wc. In Veneto, nell’ambito dell’indagine sul beach litter (compiuta dai volontari di Legambiente tra aprile e maggio 2017), sulla spiaggia della Brussa (Valle Vecchia), nel Comune di Caorle, su un’area monitorata di 4mila metri quadri, sono stati trovati 252 rifiuti ogni 100 metri di spiaggia. In particolare, i rifiuti provenienti dalle attività produttive di pesca e acquacoltura raggiungono il 9% di tutti i rifiuti trovati nella spiaggia monitorata.

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 33 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato - che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli - è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente.

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