Troppa plastica nelle acque di Venezia, crescono gli ecoreati: dossier Goletta Verde

Giovedì sono stati presentati i dati di Legambiente relativi alle coste venete: le forze dell'ordine sono sempre più impegnate tra pesca di frodo, abusi edilizi e scarichi selvaggi

Inquinamento nelle acque veneziane, c'è ancora molto lavoro da fare. A partire dai rifiuti galleggianti, come dimostrano i primi dati raccolti da Legambiente nell'ambito della seconda edizione della campagna Don't Waste Venice (realizzata con il supporto di Ispra Chioggia), che ha monitorato all'isola della Certosa 804 rifiuti sui circa 18 chilometri percorsi, di cui 87% è plastica. È uno degli elementi del bilancio del monitoraggio svolto in Veneto dall'equipe tecnica di Goletta Verde, la campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio e all'informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane. L'istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata giovedì mattina all'isola della Certosa da Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto; Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde; Alberto Sonino, amministratore delegato "Vento di Venezia"; Francesca Ronchi, ricercatrice Ispra.

Sono diversi gli elementi a preoccupare, in base alle rilevazioni: a partire dall'aumento dei reati che le forze dell'ordine e le capitanerie di porto hanno rilevato nel corso del 2015 lungo le coste regionali, un incremento quasi del doppio rispetto allo scorso anno. In pratica 5,1 reati per ogni chilometro di litorale. Presentati anche i dati del dossier Mare Monstrum 2016: i reati ai danni del mare che le forze dell'ordine e le capitanerie di porto hanno intercettato in Veneto nel corso del 2015 sono stati 813 (in netta crescita rispetto ai 436 dell'anno precedente) con 871 persone arrestate e denunciate e 228 sequestri. A fare la parte del leone quelli relativi alla pesca di frodo: le forze dell'ordine hanno scoperto 360 infrazioni (con altrettante persone denunciate e arrestate e 59 sequestri); a seguire le infrazioni relative alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi, che sono state 225 (con 233 persone denunciate e 118 sequestri). Alti anche i reati legati al ciclo del cemento, settore nel quale sono state registrate 143 infrazioni accertate, 191 persone denunciate e 27 sequestri. Da citare anche i reati relativi alla navigazione fuorilegge: 85 i reati contestati, con 87 persone denunciate.

"Sebbene i dati dei monitoraggi effettuati dai nostri tecnici di Goletta Verde mostrano un quadro sostanzialmente positivo, sul fronte degli oltraggi al nostro prezioso patrimonio ambientale resta ancora molto da fare - dichiara Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde - a partire dal tema della cementificazione e degli abusi edilizi che rovinano irreparabilmente la bellezza delle nostre coste. Così come in tema di trivellazioni e ricerca petrolifera che danneggiano e mettono a repentaglio l'ecosistema marino, ma anche scarichi e sostanze inquinanti che in mare vengono sversate ogni giorno. Senza dimenticare il tema dei rifiuti in mare e sulle nostre coste, la cui presenza è, purtroppo, sempre più forte. I dati del dossier Mare Monstrum però dimostrano anche in Veneto l'importante lavoro svolto nell'ultimo anno da investigatori e inquirenti che dal maggio dello scorso anno hanno a disposizione un nuovo strumento, la legge 68/205 che inserisce i reati ambientali nel codice penale. Un passo avanti fondamentale sul quale occorre sempre più una sinergia tra istituzioni, forze dell'ordine e cittadini per scovare e denunciare chi inquina".

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I primi dati (registrati nella giornata del 10 agosto) confermano la situazione di forte criticità già riscontrata lo scorso anno a Venezia: 804 i rifiuti galleggianti nei 18 chilometri percorsi - tra l'area dell'Isola della Certosa (251) e Castello (553) - prevalentemente di plastica (ben l'87%, di cui il 25% rappresentato da mozziconi di sigarette). Per quanto riguarda la tipologia di rifiuto, molto diffusi sono i frammenti di plastica e polistirolo (23%) e in percentuali più piccole contenitori di liquidi (bottiglie, tetrapak ecc.) e parti di imballaggi. "Il marine litter è un problema troppo spesso sottovalutato per una città come Venezia il cui rapporto con l'acqua è emblematico - spiega Luigi Lazzaro, presidente Legambiente Veneto - e dove la grande affluenza turistica e le difficoltà logistiche di fronte alle quali si trovano la municipalità e i cittadini nel gestire i rifiuti urbani rende tutto più complesso". Da segnalare che è stato giudicato "fortemente inquinato" il prelievo effettuato alla foce del Po delle Tolle a Porto Tolle (Rovigo), a dimostrazione che va mantenuta alta l'attenzione sulla corretta depurazione dei comuni dell'entroterra e costieri per evitare che carichi inquinanti non adeguatamente trattati possano mettere a rischio la qualità del mare.

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