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L'Oscar green all'agricustode di Torcello: primo premio di categoria

Paolo Andrich, unico imprenditore agricolo rimasto a presidio del territorio e dell'isola che ha dato i natali a Venezia. si aggiudica il premio per la categoria "Paese Amico"

Si è tenuta venerdì all’Expo nel Padiglione No Farmers No Party  la finale dell’Oscar Green, il premio alle imprese piu’ innovative promosso dai giovani della Coldiretti in occasione della prima giornata dedicata alla creatività Made in Italy. 

La storia piu' originale, che ha ottenuto il primo premio, arriva dal Veneto, da Venezia, e l’ha presentata Coldiretti attraverso Paolo Andrich unico imprenditore agricolo di dieci abitanti definito oggi l'agricustode di Torcello. E' lui il protagonista del docu-film sull' isola madre di Venezia e anche il vincitore assoluto per la categoria Paese Amico insieme alla troupe Flamingo Art Media start up veneziana composta da tre giovani GianMaria Spavento, Andrea Baesso e Cristian Palazzo che della quotidianità di quest'oasi ne hanno fatto un'opera cinematografica. In attesa della presentazione ufficiale al prossimo Festival del Cinema sono da oggi in assoluto i testimonials di una esperienza unica di impegno sociale, per la promozione della bellezza del paesaggio attraverso la valorizzazione della risorsa umana.

Questo luogo della Laguna Veneta sta vivendo una sorta di rigenerazione agricola e grazie alla presenza dell’agricustode sono tornati i fenicotteri e altri esemplari del mondo animale in via d’estinzione che qui hanno trovato il loro ecosistema ideale. Per l’occasione nella postazione allestita da Flamingo Art Media al padiglione Coldiretti sul cardo sarà possibile un collegamento “mondiale” da Milano a Torcello merito delle telecamere puntate sul tetto dell’azienda Andrich che permetteranno a tutti di visitare questo paradiso e allo stesso agricoltore di mantenere il controllo della situazione anche in caso di trasferta obbligatoria.

Nove residenti e l’ultimo agricustode, un unico imprenditore agricolo rimasto a presidio del territorio e dell’isola che ha dato i natali a Venezia. Un'isola visitata da milioni di turisti ma anche scelta da colonie di fenicotteri. Eccoci nel primo porto della laguna, dopo che Altino, la vera prima isola abitata, fu insabbiata. Gli abitanti si spostarono quindi a Torcello, per poi passare alla grande storia di Venezia. Torcello non è stata mai completamente abbandonata, ma consumata sì. Qui oggi c’è Paolo a coltivare i carciofi e a preservare la casa museo, dove resistono le pitture e le opere di suo zio, l'artista Lucio Andrich. Poi un gruppo di giovani, quelli del ‘Flamingo art media’ che, insieme agli abitanti del posto, ai pescatori e a Coldiretti si dicono "malintenzionati" a combattere questa battaglia per difendere la storia e il presente di quest'isola. Partono dall'agricoltura e si tuffano nella narrazione video delle bellezze isolane, per fare sapere al mondo che qui si vuole continuare ad essere come si è sempre stati.  A Torcello non c’è né una farmacia, né un forno, la vita degli isolani è caratterizzata dall’acqua, sulla quale sembrano scivolare di continuo, di giorno e di notte, per raggiungere la terra ferma e trovare soluzione alla benché minima necessità. Tuttavia qui Hemingway scrisse ‘Al di là del fiume’, mentre Egidia Sartori, clavicembalista ha composto opere meravigliose e i fenicotteri trovano il loro rifugio e ogni tramonto la sua ninna nanna, prima di accoccolarsi nella notte. 

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