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Un viaggio di 20mila miglia in barca a vela: Vittorio, 77 anni, parte per scusarsi col pianeta

Jesolano di Cortellazzo, è salpato domenica. Lo aspetta un viaggio in solitaria via mare lungo 18 mesi. La motivazione: "espiare" le colpe umane nei confronti dell'ambiente

È partito il lunghissimo viaggio di Vittorio Fabris, salpato per un itinerario di 20mila miglia in barca a vela ai confini degli oceani. L'impresa è iniziata domenica 8 aprile a Portegrandi con il saluto solenne del sindaco di Jesolo, Valerio Zoggia. Il protagonista, settantasettenne residente a Cortellazzo, tenta di entrare nel Guinness dei Primati perché è il più anziano a intraprendere un viaggio intercontinentale in solitaria via mare di 18 mesi. Il motivo? Vittorio vuole chiedere scusa alle balene e al pianeta per i danni dell'uomo sull'ambiente. Nato nel 1941, Fabris ha vissuto per molti anni a Milano, dove ha lavorato per la libreria Feltrinelli, poi al mercato ittico della città. Amico personale dell’attore e regista teatrale Dario Fo e della moglie attrice Franca Rame, quindi della famiglia Crispi, da qualche anno è tornato nella zona di Cortellazzo dove nell’ultimo periodo ha studiato i dettagli di questo lungo viaggio.

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Motivazione ambientalista

"I' m going to apologize to the whale", tradotto: vado a scusarmi con le balena, ha scritto davanti alla barca a vela che utilizza per il lungo viaggio. Si è ispirato al romanzo "Moby Dick", in cui il capodoglio bianco diventa simbolo di tutti i danni dell'uomo sulla natura. “Lo faccio perché voglio rivivere quelle rotte incredibili”, spiega Vittorio Fabris, “denunciando però il male che l’uomo ha fatto alla natura, alle balene e all’ambiente». Questo viaggio rievocherà quello fatto dalla baleniera trialbero salpata da Nantucket il 12 agosto del 1819, che ebbe come destino il tragico naufragio nell'oceano Pacifico, colpita - come vuole il racconto - da un enorme capodoglio.

Rotta intercontinentale

Un giro del mondo in barca a vela attraverso quattro continenti che durerà un anno e mezzo. La prima tappa, lasciate le coste italiane sarà Nantucket, l'isola Usa dei balenieri in Massachusetts, oggi meta turistica di élite degli americani bostoniani, tanto cara ai Kennedy. «Ringrazio tutti quanti mi sono stati vicini a partire da Simone della darsena Crosera di Portegrandi - dice Vittorio Fabris - sarò a Nantucket per salpare nuovamente il 12 agosto, la data in cui salpò, nel 1819, la baleniera Essex che ispirò Melville per Moby Dick. Proseguirò per la rotta dei balenieri, tra le Canarie e Capo Verde, poi lungo le coste del Sud America, l'isola di Sant'Elena fino al Capo di Buona Speranza. E verso le Filippine e l'oceano Indiano, Taiwan, Giappone fino all'Equatore nel punto in cui, 7 gradi nord di latitudine e 160 gradi di longitudine ovest, arriverò nel punto in cui naufragò la baleniera Essex per gettare una corona in ricordo dei balenieri caduti».

I partner

Supportano questo viaggio animalista e ambientalista gli sponsor: Tropicarium Park di Jesolo e Kris Bar di Caposile, gestito dalla famiglia Bottan. Vittorio Fabris sta cercando un altro sponsor per i costi della comunicazione satellitare. L'artista Carlo Pecorelli ha donato una scultura in acciaio corten "Ketos-Nereide" da consegnare al museo delle baleniere di Nantucket, prima tappa del viaggio negli Usa. Con lui sono saliti in barca Antonio Sanson e Matteo Sacher, che lo accompagneranno fino allo stretto di Gibilterra per filmare un video della straordinaria esperienza.

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