35 milioni per la mobilità sostenibile, appello a Zaia: "Riconvertire le barche a Venezia"

Ascom e Assonautica invocano la necessità di investire in laguna: "Abbiamo enormi problemi di inquinamento, urgente un processo di cambiamento del parco mezzi"

Troppo inquinamento in aria e in acqua, c'è bisogno di una inversione di tendenza. Lo sostengono Ascom Venezia e Assonautica Venezia, che lanciano un appello congiunto al sindaco della città metropolitana Luigi Brugnaro e al presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. Ci sono 35 milioni di euro destinati dal ministero dell'Ambiente alla mobilità per affrontare l'emergenza smog: si chiede che una parte di quei fondi arrivi alla città storica, che ha "enormi problemi di inquinamento e che quanto mai dovrà iniziare un cambiamento del parco mezzi".

"Le tecnologie ci sono ma sono necessari contributi ed incentivi - spiegano le associazioni - Allo stato attuale, chi nella città metropolitana ha effettuato una trasformazione dei propri mezzi acquei con propulsioni ibride o elettriche sono una ventina di aziende. Questa è un’occasione importantissima per la città storica, che detiene una imponente flotta di mezzi acquei che creano notevole inquinamento, dovuto alle emissioni dei motori endotermici per lo più vecchi e obsoleti. Al contrario di quanto avviene infatti in terraferma con le automobili, per le imbarcazioni non sussiste nessun obbligo a norma euro".

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Un cambiamento che dovrebbe coinvolgere anche i mezzi acquei di Actv, ma in generale tutte le imbarcazioni, sia pubbliche che private. "Facciamo un appello - dice il presidente di entrambe le realtà, Roberto Magliocco - di rivendicare una parte di quei fondi anche e soprattutto per la mobilità acquea. Assonautica cerca già di stimolare una nuova coscienza sul tema: ha sostenuto e promosso aziende veneziane che, credendoci, hanno sperimentato e reso possibile con successo la trasformazione sui mezzi acquei, sia su imbarcazioni per il trasporto merci. Come nel caso del cantiere di Agostino Amadi di Burano, che ha applicato il motore ibrido sui mototopi, o Pietro Tosi che con il suo centro di ricerca sulla mobilità sostenibile C.C.M.P.A.E.A. ha applicato propulsioni ibride o elettriche su motoscafi e barche da diporto". Ugualmente Ascom Venezia. "La tecnologia per rendere possibile questa trasformazione ecologica dei mezzi c’è - conclude Magliocco - ma sono necessari contributi e incentivi. In tal senso facciamo infine presente che sarebbe auspicabile poter destinare anche in laguna parte dei fondi  per la realizzazione di colonnine per la ricarica di barche elettriche".

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