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La spedizione "Tesla sFuture"

La spedizione "Tesla sFuture"

Da Roma fino a Capo Nord con l'auto elettrica, il trionfo finale sarà alle Zattere

E' arrivata a metà del suo itinerario la "Tesla sFuture", spedizione che ha l'obiettivo di raccogliere fondi per la ricerca biomedica. Sabato l'auto arriverà in tempo per il Redentore

E' arrivato al giro di boa il primo viaggio a bordo di un'auto completamente elettrica Roma - Capo Nord - Venezia. Un itinerario che per certi versi ricorda quello di Manuel Giuge, il giovane margherino che in barba alla malattia è partito da Mestre per raggiungere Capo Nord, facendo ritorno poi nella città Natale. In entrambi i casi si tratta, ognuna per motivi diversi, di vere imprese. La spedizione "Tesla sFuture" ha ideato una maximaratona di oltre 10mila chilometri che ha visto arrivare a Capo Nord nei tempi previsti l'equipaggio del progetto benefico. Dopo una notte nel punto estremo della Norvegia, ben oltre il circolo polare artico, farà rotta verso Venezia, dove l'arrivo è previsto per la tarda mattinata di sabato prossimo, in tempo per i festeggiamenti del Redentore.

"Siamo molto soddisfatti del rispetto dei tempi ed autonomie di percorrenza previsti - spiega al telefono l'imprenditore veneto Marco Nardin, titolare dell'omonima azienda attiva nel settore della grafica - il viaggio è servito per uno scopo benefico, ovvero raccogliere fondi per Open BioMedical Initiative, organizzazione no profit i cui volontari si impegnano a sviluppare tecnologie biomedicali collaborando grazie alla Rete e alla stampa 3D per portare il loro aiuto a chiunque e ovunque nel mondo. Per rendere la biomedica accessibile davvero a tutti". Non solo un ulteriore test di affidabilità del sistema Tesla a bordo di una Model S P85D Ludicrous (auto dall'accelerazione da 0-100 km/h in 3secondi), ma anche un viaggio alla scoperta di una filosofia della mobilità rivoluzionaria per i cinque italiani e temerari sostenitori della mobilità elettrica. 

"Lo abbiamo capito lungo le tappe ai Tesla Supercharger - spiega Giancarlo Orsini, training e learning manager di Banca Mediolanum - le persone che si fermano a caricare condividono una passione, oltre che una visione della mobilità. Incuriositi dalla nostra auto e dal nostro obiettivo benefico, ci hanno chiesto delucidazioni sulla nostra avventura e sulle importanti aziende sponsor che ci portiamo da Roma. Salutandoci con un sorriso, con sorpresa, augurandoci in bocca al lupo".

Assieme a Orsini e Nardin per tutto il viaggio a ogni tappa la responsabilità della guida sarà condivisa con Adriano e Andrea Ruchini, padre e figlio e rispettivamente imprenditore e primo proprietario di un'auto Tesla in Italia, Adriano, e Andrea studente universitario del prestigioso politecnico di Milano e Federico Lagni, fondatore di Tesla Club Italy. Partita da piazza San Pietro l'8 luglio, l'avventura a bordo della Model S terminerà sull'acqua del canal Grande a Venezia dove l'auto farà bella mostra di sè alle Zattere attraccata su una chiatta che ospiterà il party di fine viaggio. 

"Abbiamo guidato giorno e notte senza mai fermarci se non per ricaricare per oltre cinquemila chilometri - spiega Federico Lagni - E' un'avventura molto difficoltosa, da un punto di vista fisico e psicologico, ma straordinaria ed appagante. Ci sentiamo un po' come dei moderni protagonisti di un romanzo di Verne, che stanno vincendo una scommessa. Quella più bella l'abbiamo già vinta: diffondere il messaggio che un mondo più pulito e più silenzioso, oltre che rispettoso della natura è possibile". 

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