A Malamocco un'oasi per i gatti

Variante al piano degli interventi per realizzare il gattile, come chiesto da tempo dall'associazione Dingo che si prende cura dei felini. Il plauso della consigliera Silvana Tosi

Gattile, archivio

A spiegare la variante 65 al piano degli interventi, per realizzare il gattile di Malamocco, è l'architetto del settore urbanistica e sviluppo del territorio del Comune, Vincenzo De Nitto, mercoledì in quinta commissione, sempre in videoconferenza per l'emergenza sanitaria. Serve una destinazione corretta dell'uso dell'area in cui insiste già un gattile: occorre riqualificare l'ambito poiché siamo in zona cimiteriale, mentre il parere faverovele dell'Ulss c'è già dal 25 giugno 2018. Da "parchi pubblici", passando ad "attrezzature di interesse comune", si crea un ampio spazio adatto ad ospitare i felini. Un obiettivo da tempo accarezzato da associazioni animaliste, come la Dingo, ma anche da molti cittadini e rappresentanti istituzionali particolarmente sensibili al tema. 

L'oasi

Questa area, a nord del cimitero di Malamocco, ha ospitato il gattile comunale dal 1998, e ha continuato a gestire negli anni successivi i gatti liberi del Comune, nella loro custodia, nella cura e nel mantenimento. È infatti il sindaco, in base agli articoli 823 e 826 del codice civile, ad esercitare la tutela delle specie presenti per favorire i controlli, numerici e sanitari, sulla popolazione felina. Le associazioni in convenzione con l’Unità locale socio sanitaria, possono prendere in affidamento le colonie di gatti curandone la salute e le condizioni di vita.

Con deliberazione del 6 agosto 1998, la giunta comunale ha affidato all’assessorato all'Ambiente un terreno di proprietà comunale di 11.540 metri quadrati, a Malamocco, proprio per allestirvi il rifugio dei gatti, che è stato solo in parte utilizzato. Poi è stata approvata una spesa di 120 milioni di lire (iva esclusa) per la realizzazione del gattile rifugio comunale. Dal 1998 in poi, l’associazione Dingo ha gestito la struttura. Il servizio comprende le attività di ricovero, custodia, cura e sostentamento degli animali. La capienza indicativa dei gatti ospitabili massima è di 250. Il terreno, già individuato nel 1998, è ancora adatto per l’allestimento di un rifugio, e la variante punta a ottenere le condizioni per realizzare un’oasi felina.

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«Ritengo adeguato e opportuno destinare "limitatamente" allo spazio destinato al gattile l'area, perché sappiamo che l'ampliamento del gattile non porterà sconvolgimenti all'assetto e alle abitudini del luogo, essendo i gatti animali che necessitano, per natura, di tranquillità», commenta la consigliera della Lega Silvana Tosi, in prima linea da tempo sul tema. «Per quanto riguarda il procedimento di verifica di assoggettabilità a Vas (compatibilità ambientale regionale) la Regione ha 90 giorni per decidere se avviare il progetto alla Vas vera e propria -  ricorda De Nitto - che comporta sei mesi di attività, o se ritiene non debba esserlo, dando eventualmente delle prescrizioni e di solito è così. Probabilmente valuteremo se può essere evitato il procedimento utilizzando un iter semplificato che prevede di compilare una scheda e inviarla alla Regione, che entro 45 giorni può fare delle osservazioni». È importante per l'associazione Dingo sapere entro quanto potranno iniziare i lavori, precisa Tosi e De Nitto assicura che se sarà possibile si procederà per vie brevi e che se c'è l'urgenza i progetti possono già essere predisposti, anche se inevitabilmente ci vorranno comunque all'incirca 5 mesi.

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