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Venezia discute del proprio futuro: "Dovrà essere rispettoso dell'ambiente"

Patriarca Moraglia e sindaco Brugnaro ad Aquae hanno dialogato martedì sull'enciclica "Laudato Sì": "Sembra scritta su misura per la realtà veneziana"

Un dialogo a più voci con interlocutori di rilievo per un approfondimento sul testo dell'enciclica di Papa Francesco “Laudato si”. Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, è intervento questo pomeriggio al Padiglione Aquae, all'Expo di Marghera, all'incontro promosso dalla Libreria Editrice Vaticana a Pordenone con il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, il rettore della Pontificia Università Lateranense monsignor Enrico Dal Covolo, il teorico dell'architettura Paolo Portoghesi, l'amministratore delegato di eAmbiente & eEnergia Gabriella Chiellino e il direttore della Libreria Editrice Vaticana don Giuseppe Costa.

“Condivido – ha esordito il sindaco nel suo discorso – il grido di allarme con cui il Santo Padre scrive che la crisi ecologica che stiamo vivendo è una conseguenza drammatica dell'attività incontrollata dell'essere umano e che attraverso uno sfruttamento sconsiderato della natura, si rischia di distruggerla”. Nel ricordare le conseguenze dei cambiamenti climatici sul nostro territorio, come il tornado che tre mesi fa ha colpito una parte significativa della Riviera del Brenta, il sindaco ha aggiunto: “l'ambiente è un tema delicato che l'uomo non sta trattando con la giusta e doverosa attenzione. Bisognerebbe comprendere da un lato che le risorse naturali non sono infinite, dall'altro che la crescita e il progresso economico si possono considerare tali solo se perseguiti nel rispetto dell'ambiente”.

Sottolineando come a Venezia il tema dell'ambiente sia particolarmente sensibile, con un riferimento all'inquinamento legato al Polo industriale di Porto Marghera, che è costato la vita a tante persone, o al nodo aperto delle bonifiche il primo cittadino ha sottolineato come il compito dei politici e dei cittadini attivi sia quello di assumersi la responsabilità di agire e operare per un'ecologia integrale e sociale. Al tema cruciale di una “Ecologia umana” ha fatto riferimento anche il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che ha evidenziato la responsabilità di guardare al dopo e a quello che lasciamo ai nostri nipoti e pronipoti: “una complicità tra generazioni – ha auspicato il Patriarca - che deve cominciare da oggi. Fin dalla primissima lettura - ha spiegato - mi è parso subito evidente che per Venezia, per la sua storia e per la sua conformazione attuale, quest'enciclica assume un valore particolarissimo. Alcune parole, anzi, sembrano scritte appositamente per la nostra città e per questo nostro territorio, in particolare per la Venezia d'acqua e la zona industriale di Marghera interessate da una vasta azione, progettuale ed operativa, di bonifica e riconversione".

"Siamo chiamati ad interrogarci - ha proseguito il prelato - sulla spinta di questo ricchissimo documento, sul futuro, sulla salvaguardia e sul rilancio della nostra città, sul rapporto strettissimo e perciò non facile tra turismo, economia, cultura, grandi eventi e residenzialità quotidiana". "Auspico perciò che tutti - ha concluso monsignor Moraglia - politici e amministratori, imprenditori, le comunità ecclesiali le organizzazioni e associazioni del nostro tessuto economico e sociale ed hanno a cuore le vicende e il futuro di Venezia e del suo territorio, sappiano confrontarsi con le molteplici suggestioni offerte nella 'Laudato si". Venezia merita e richiede espressamente questo lavoro scrupoloso, umile, impegnativo e comune".

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