Colloquio di lavoro: le tecniche del selezionatore e come preparare le risposte

Tutti i trucchi per affrontare al meglio un colloquio di selezione senza farsi prendere dal panico e sfruttando i propri punti di forza

Affrontare un colloquio di lavoro non è sempre semplice. Sedersi davanti a un professionista con tanti anni di esperienza alle spalle e dimostrare, in pochi minuti, il proprio valore può essere una sfida ma se si conoscono le tecniche giuste e qualche trucchetto si può trasformare con facilità una situazione apparentemente svantaggiosa in una a proprio favore. I selezionatori, infatti,sono forti delle loro conoscenze psicologiche e relazionali e sanno "leggere" chi hanno di fronte senza particolari difficoltà guardando il portamento, il modo di parlare, il linguaggio non verbale. Come fare allora per stupire un recruiter e ottenere il lavoro dei propri sogni? Basta giocare d'astuzia e usare i propri assi nella manica con intelligenza e sicurezza di sé. Importante, però, mai fingere di essere ciò che non si è. 

Come scrivere un curriculum vincente

La tecnica S.T.A.R.

La tecnica S.T.A.R. è un'efficace modalità di risposta alle domande sulle proprie competenze. Si tratta di un acronimo che sta per: "situazione", "task", "azione" e "risultato". Seguire quest'ordine nell'argomentazione delle proprie risposte permette di dare spiegazioni complete, efficaci e dettagliate senza dilungarsi in aspetti poco importanti e andando dritti al punto. Utilizzare questa tecnica è molto utile per le domande che richiedono esempi di comportamenti personali in situazioni lavorative o rapporti con colleghi e capi come ad esempio: "mi racconti di una volta in cui ha trovato una soluzione a un problema apparentemente irrisolvibile"; "quando si è trovato in un momento di pressione psicologica sul posto di lavoro e come ne è uscito?"; "mi faccia un esempio di una volta in cui non è stato d'accordo con la decisione presa dal proprio responsabile e come si è comportato a riguardo"; "come si è comportato quella volta in cui una vostra idea è stata criticata?"; "quando vi siete sentiti maggiormente soddisfatti e realizzati per il vostro lavoro?".

Sviluppa empatia con il selezionatore

I rappresentati delle risorse umane prima di essere dei selezionatori sono delle persone e così come avviene nelle interazioni tra persone nella vita quotidiana nessuno resta immune al potere dell'empatia. Sviluppare empatia con il proprio recruiter è fondamentale per dare una buona impressione. Come si fa? Bisogna imparare a osservare bene chi ci sta di fronte, anche quando siamo noi stessi quelli che vengono osservati e analizzati dagli altri. La conoscenza delle persone e il saper leggere i dettagli nel volto, nelle espressioni, nel modo di porsi e di vestire di chi ci sta di fronte è un modo per rigirare una situazione in cui siamo i più deboli, in una situazione a nostro vantaggio. La prima cosa da fare dopo aver osservato e capito chi ci sta facendo le domande è dare risposte in un modo che si avvicina il più possibile alla personalità del selezionatore e mostrarci il più possibile simili a lui/lei. Trovare quel punto in comune e sfruttarlo per creare una "simpatia" è un piccolo trucco che può davvero fare la differenza. 

Studia l'azienda e la posizione per cui ti sei candidato

È molto importante farsi vedere interessati e preparati durante un colloquio di lavoro. L'errore più grande che si può fare, infatti, è quello di presentarsi impreparati o affrontare il colloquio a caso, improvvisando. Bisogna aver studiato per bene il sito dell'azienda in cui si sta cercando di entrare, i progetti svolti da loro negli anni, leggere blog, pagine social aziendali, capire la strategia di marketing e la mission su cui l'azienda ha scelto di puntare e, soprattutto, sapere nel dettaglio in cosa consiste la posizione per la quale ci si sta candidando. Se si è alle prime esperienze è bene studiarsi come è composta un'azienda e quali sono le figure e le mansioni che ogni lavoratore svolge, anche quelle lontane da quella per la quale ci si sta candidando.

Parla di te senza parlare troppo di te

Una cosa molto importante in un colloquio di lavoro è quella di mostrarsi sicuri di sé e avere una linea di pensiero coerente e seria riguardo il proprio lavoro ma ancora di più è quella di farsi capire senza raccontare vita, morte e miracoli delle proprie esperienze di studio, tirocinio, lavoro. È molto facile cadere nell'errore di raccontare di sé andando sul personale o scendendo troppo nei dettagli, basta usare risposte brevi, semplici, dirette e ferme per dimostrare nel comportamento e anche nel linguaggio non verbale chi si è piuttosto che facendo un elenco di ciò che si è fatto in passato. Fate emergere dal vostro modo di fare chi siete come persone e come lavoratori, mostratevi sicuri, coerenti, umili e siate brevi nelle risposte, in un colloqui di lavoro, parlare di meno equivale a dimostrare di più e questa è, senza dubbio, una strategia vincente.

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