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È stato il secondo giugno più caldo di sempre: «Ora aria più fresca e temporali»

Edoardo Ferrara di 3bmeteo.com: «Situazione critica ed emergenziale su più fronti»

Il 2022 si sta dimostrando particolarmente critico dal punto di vista climatico e ambientale sull'Italia. «Deficit idrico sempre più grave che penalizza gran parte del nostro territorio a causa di una siccità che morde da mesi - spiega il meteorologo di 3bmeteo.com, Edoardo Ferrara - è infatti da almeno novembre dello scorso anno che si registrano precipitazioni ben inferiori alla media. Al Nord i deficit idrici sono impressionanti, anche del 60-70% da inizio anno ad oggi. Scarsità di precipitazioni che si è tradotta anche in pochissima neve sulle Alpi, necessaria per l'approvvigionamento idrico durante il semestre caldo tramite la sua fusione, ma anche per la protezione dei ghiacciai che quest'anno soffrono più che mai. Ci ritroviamo così con laghi e fiumi in grave secca se non in alcuni casi del tutto prosciugati, con il Po ai minimi storici e l'acqua del mare che invade il Delta verso l'entroterra per scarsità di flusso».

Mesi più caldi: i dati

Secondo i dati dell'Isac-Cnr il mese di giugno appena conclusosi è stato il secondo più caldo mai registrato, con una temperatura media superiore alla norma di 2.88°C. Al primo posto resta giugno 2003 con un'anomalia termica di ben 3.44°C. I valori termici sono risultati superiori alla media su tutto il territorio nazionale, sia per quanto riguarda i valori minimi che massimi. Nel caso specifico dei valori massimi, l'anomalia rispetto alla media sale a 3.24°C a pochi decimi di grado dal record del 2003 che fu 3.89°C. Un giugno oltremodo 'tremendo' con il caldo che non ha mai mollato la presa salvo rare eccezioni e che fa seguito a un mese di maggio altrettanto caldo e anomalo.

Allargando l'orizzonte, ci si accorge di un fatto ancor più significativo: il semestre gennaio-giugno del 2022 è stato il più caldo fino ad ora registrato, sempre secondo i dati dell'ISAC-CNR, con un'anonalia media di 0.76°C, che sale a ben 1.07°C se si considera solo il Nord Italia. Un dato davvero importante contestualizzato su una media di 6 mesi.

«Volgendo lo sguardo alle cause dirette, ci accorgiamo dell'anomala persistenza di potente anticiclone a matrice sub-tropicale sull'Europa occidentale che negli 8 mesi ha mantenuto ben salde le proprie posizioni, pur con temporanee rimodulazioni e spostamenti di baricentro” - prosegue Ferrara - Una notevole ingerenza che ha spesso costretto le piovose perturbazioni atlantiche ad aggirare l'ostacolo sul Nord Europa per poi ripiegare verso quella orientale: sull'Italia sono arrivate dunque le "briciole", salvo rari casi. Contestualmente l'anticiclone è stato spesso accompagnato dalla risalita di masse d'aria particolarmente calde dal Nord Africa per non dire roventi negli ultimi due mesi, che hanno dilagato a più riprese sul Mediterraneo e l'Italia. Una situazione eccezionale che sta diventando quasi la normalità in questa epoca di riscaldamento globale ormai conclamato».

Nell'aria, però, c'è un cambiamento. Le ultime emissioni modellistiche delineano quantomeno uno stop parziale della canicola africana sull'Italia nei prossimi giorni. Dal 7-8 luglio e per qualche giorno infatti la rimonta di un potente anticiclone delle Azzorre sull'Europa occidentale dovrebbe favorire la discesa di masse d'aria più fresca dal Nord Europa verso l'Italia, lungo il suo bordo destro. Dinamica che quindi determinerà un abbassamento di latitudine dell'anticiclone africano, con aria più fresca in ingresso da Nord verso Sud. «Il prezzo da pagare - conclude Ferrara - potrebbero tuttavia essere qualche temporale talora molto intenso, a carattere di nubifragio con grandine di grosse dimensioni e violente raffiche di vento, questa volta anche al Centrosud, specie lato adriatico».

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