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Il monumento a Sant'Elena

Il monumento a Sant'Elena

11 settembre 1970: ancora vivo il ricordo del violento tornado che devastò il Veneziano

Morirono 36 persone, la tromba d'aria scoperchiò tetti, sradicò alberi e causò feriti. Gli esperti: "Vietato abbassare la guardia sull'impatto locale del cambiamento climatico"

L'11 settembre, una data destinata a rimanere nella memoria anche sul nostro territorio, dopo lo spaventoso tornato che colpì nel 1970 il Veneziano. Il suo passaggio causò la morte di 36 persone, scoperchiò tetti, sradicò alberi e danneggiò stabili. È ancora molto vivo il ricordo di quella catastrofe, che arrivò ad affondare un motoscafo in laguna, provocando più di 20 vittime. Condizioni climatiche eccezionali, ma ricercatori ed esperti che studiano i cambiamenti climatici continuano a raccomandare di non abbassare la guardia, specie per gli effetti del surriscaldamento.

"Le informazioni a disposizione circa gli eventi estremi sono molto lacunose più ci si allontana dai giorni nostri, non si dispone di una casistica dettagliata come invece per le temperature o per la quantità di pioggia - spiega Marco Rabito di Serenissima Meteo -. L'evento estremo è molto spesso locale, interessa un ambito territoriale molto limitato o ristretto e in molti casi ne è stata persa la memoria. Diventa pertanto complicato collegare l'estremizzazione dei fenomeni, e quindi una maggiore frequenza ed intensità degli stessi, al cambiamento climatico, tuttavia la meteorologia e le discipline su cui si basa, a partire dalla termodinamica, presuppongono che maggiore calore a disposizione possa significare anche una maggiore predisposizione della nostra atmosfera alla genesi di fenomeni atmosferici di tipo severo".

Uragani ed effetti nel tempo

"In questi ultimi anni disponiamo di una enormemente maggior capacità documentale di questi eventi anche quando non produttivi di danni di rilievo (tornado di bassa intensità, trombe marine, downburst, grandinate, attività elettrica, nubifragi), - afferma Rabito - pertanto non è proprio semplice dare una indicazione definitiva nella direzione di un trend in aumento. Seppure appaia molto probabile. Proprio per questo motivo è doppiamente importante per i cittadini migliorare la conoscenza di questo genere di fenomeni, e delle forme di autoprotezione, primario canale di salvaguardia della propria incolumità".

Tutela e informazione

"Il cittadino per proteggersi dovrebbe ricorrere alla previsione del tempo come a un supporto alle proprie decisioni, in special modo quando si tratta di pianificare e organizzare attività all'aperto, affidandosi però a professionisti del settore, qualificati e certificati, rifuggendo ogni Meteo Bufala o i titoloni a effetto dei Siti Acchiappa-Click, che anche in questa estate appena conclusa hanno infestato il web causando non pochi danni - precisa l'esperto di Serenissima Meteo -  ad agricoltura e turismo con le loro sparate prive di fondamento. Vale inoltre la pena ricordare che un evento tornadico di rilevante entità ha interessato il nostro territorio anche in epoca molto recente, l'8 luglio 2015, tra Pianiga Dolo e Mira. In quell'occasione i danni furono ingenti, oltre cento i feriti e una vittima. Il vortice, disceso da una supercella che si era generata circa due ore prima sulla pedemontana vicentina, rimase al suolo per oltre 11 chilometri, lasciando una scia di devastazione".

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