"A Venezia serve il lavoro, non uno sceriffo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Il governatore del Veneto, Zaia, per preparare il terreno alla Lega e ai suoi alleati nella corsa per le elezioni comunali di Venezia, ha dichiarato che alla città servirebbe un "sindaco-sceriffo" per poter meglio combattere l'illegalità.

Davanti a queste manovre propagandistiche non possiamo non intervenire.

La criminalità ed il degrado non si affrontano con gli sceriffi, perché questo significherebbe credere (o far credere) di risolvere un problema agendo sugli effetti e non sulle cause. La criminalità e il degrado si possono affrontare davvero solo garantendo a tutti un lavoro che gli dia di che vivere in modo dignitoso. Ma capiamo bene che né Zaia, né il centrosinistra, né i grillisti potrebbero raggiungere un tale risultato, per il semplice motivo che per farlo dovrebbero rompere le "sacre" regole del capitalismo.

"Stranamente", poi, Zaia e soci si preoccupano tanto della criminalità di strada mentre non muovono un dito davanti alla situazione sempre peggiore di un crescente numero di lavoratori costretti a lavorare quasi come schiavi con il ricatto continuo del licenziamento o del non rinnovo del contratto. Ma, in effetti, contro questa illegalità legalizzata non servono sceriffi. Serve la forza organizzata della classe lavoratrice.

Questa è la prospettiva per cui sempre si è battuto e si batterà il PCL, in opposizione ai partiti della classe dominante, siano essi di centrodestra o centrosinistra.

Partito Comunista dei Lavoratori

(Sezione di Venezia)

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