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Incostituzionale priorità di residenza nell'accesso agli asili, Zaia: "Non condivido"

La consigliera comunale Pd, Monica Sambo, sulla sentenza della Consulta: "Governo leghista impari, non bastano gli slogan, si rispetti la legge". Giordano, Fp Cgil: "Propaganda sulla pelle dei bambini"

“Prendiamo atto con rispetto della sentenza della Consulta, però nella nostra legge non vedo nulla di oltraggioso, ma contenuti di buon senso. Mi dispiace che, troppo spesso, quando si fa qualcosa per la gente che risiede nei territori scatti, quasi in automatico, un’ingiusta accusa di razzismo". Commenta così il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, la bocciatura per incostituzionalità del requisito della residenza protratta per 15 anni,come titolo di precedenza per l'accesso agli asili nido, della legge regionale del 2017.

"Penalizzati anche i migranti regolari"

A sostegno della sua tesi, il governatore porta un esempio: “mettiamo  - dice - che ci si trovi in una situazione di posti in esaurimento in un asilo, una sorta di overbooking. A parità di reddito Isee, e quindi di fronte a una uguale situazione di difficoltà – si chiede – cosa è più equo fare? Scegliere un residente da anni o uno appena arrivato? - E prosegue -: secondo la Consulta la nostra legge contrasterebbe con il principio di uguaglianza. Ma allora pongo una questione: la residenza è un elemento concreto, e a nostro parere equo, per poter fare una scelta giusta, anche per tutti gli immigrati regolari, esclusivamente se non c’è posto per tutti. Ci troviamo in una regione dove, oltre ai veneti, sono ospitati e perfettamente integrati oltre 500 mila immigrati. Cittadini a tutti gli effetti, nuovi veneti, che si sono sforzati di integrarsi sul territorio, hanno investito risorse umane ed economiche, pagano le tasse. I diritti di queste migliaia e migliaia di persone, al pari di tutti i veneti, non devono essere una priorità? Siamo di fronte - conclude - a una ghettizzazione al contrario, dove l’ultimo arrivato può superare la fila senza colpo ferire".

"Deriva razzista, aumentare i servizi invece di mettere paletti"

“Apprendiamo con soddisfazione la pronuncia della consulta - commenta Daniele Giordano, segretario generale Fp Cgil Veneto - su una legge che rispondeva unicamente ad una becera deriva razzista, fatta passare come scelta di buonsenso. Se la domanda di accesso ad un servizio è maggiore dell’offerta, questa deve essere ampliata, non si può rispondere a situazioni di questo tipo mettendo dei paletti che violano il principio di uguaglianza, peggio ancora se la questione riguarda il diritto all’educazione”. 

"Auspichiamo - conclude Giordano - che la Regione si applichi per trovare misure a sostegno della riduzione delle rette o per favorire assunzioni nei Comuni in cui il personale dei servizi educativi è sempre più anziano, e sempre più esposto a malattie professionali, rinunciando a scelte populiste che nulla hanno a che vedere con i bambini".

"Sbagliato anche il regolamento comunale sui nidi, lavoreremo per cambiarlo"

"La Corte costituzionale ha confermato le nostre denunce afferma la consigliera comunale del Pd, Monica Sambo -, stabilendo che la legge regionale contrasta con il principio di uguaglianza, poiché non c'è alcuna ragionevole correlazione tra la residenza prolungata in Veneto e le situazioni di bisogno o di disagio. Da sempre ci siamo opposti, sia a livello locale che regionale, a questo tipo di ragionamento. La legge regionale e il regolamento del Comune di Venezia sono provvedimenti sbagliati non solo perché violano il principio di uguaglianza, ma anche perché rendono meno attrattivo il Veneto e Venezia per le giovani coppie ed escludono le famiglie vulnerabili. 

La Corte costituzionale ha confermato le nostre denunce stabilendo che la legge regionale , contrasta con il principio di uguaglianza, poiché introduce un criterio irragionevole per l’attribuzione del beneficio, non essendovi alcuna “ragionevole correlazione” tra la residenza prolungata in Veneto e le situazioni di bisogno o di disagio. Siamo contenti di questo esito - conclude Sambo -. Per questo nelle prossime settimane il Partito Democratico depositerà una delibera di iniziativa consiliare di modifica del regolamento comunale sui nidi".

"Serve potenziare gli asili non discriminare"

"La sentenza della Corte Costituzionale toglie di mezzo un principio discriminatorio che avevamo già contestato - scrive Gianfranco Refosco, segretario generale Cisl Veneto -. Avevamo detto e ribadiamo che nella nostra regione servono più asili e meno discriminazioni. Ora si affronti sul serio il problema degli asili nido con un piano di finanziamento alla rete pubblica e di incentivi a quella privata. Il Veneto è in declino demografico e c’è un bisogno urgente di politiche e di interventi che lo rendano più aperto, partecipe ai cambiamenti, anche quelli di carattere sociale".

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