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Accordo con Eni per Porto Marghera, Scaroni: "Unici a fare la nostra parte"

L'ad della società in Prefettura con presidente della Regione Zaia, ministro dell'Ambiente Clini e sindaco Orsoni, che dichiara: "Da oggi inizia la reindustrializzazione dell'area"

“Un accordo storico per Venezia e per tutto il Nordest. Un’intesa che abbiamo cercato e costruito con forza e che servirà a dare speranza all’occupazione e alla ripresa economica”. Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, alla presenza del ministro all’Ambiente Corrado Clini, ha firmato nel pomeriggio di oggi, insieme alla Regione Veneto, l’accordo con Syndial per il trasferimento di parte delle aree di Porto Marghera in proprietà Eni agli enti locali sottoscrittori.

“Questo accordo – ha spiegato il sindaco – è figlio dell’intesa sulle bonifiche firmata il mese scorso e, soprattutto, è conseguenza diretta dell’approvazione del Pat da parte del Comune di Venezia, quel piano di assetto del territorio che ha definito una volta per tutte la destinazione del sito di Porto Marghera e ha chiarito che in questa area non ci potrà essere che industria".

Ora molte aree di Porto Marghera potrebbero risultare appetibili per alcuni investitori: "Oggi stabiliamo che Syndial cederà una parte consistente di aree non attive del sito industriale e sono certo che grazie a procedure chiare e tempistiche brevi gli investitori che aspettano da anni potranno finalmente trovare soddisfazione - ha sottolineato il primo cittadino - Porto Marghera potrà rigenerarsi, costruire un nuovo futuro di industria compatibile e moderna, capace di dare ricchezza al territorio e riattivare l’occupazione".


Soddisfatto anche l'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni: "Abbiamo portato a termine una lunga trattativa - ha dichiarato - Auguriamoci che ci sia quella ressa di imprenditori che il sindaco si attende. Me lo auguro con il cuore, vista la nostra presenza a Marghera". Scaroni ha proseguito dicendo "da sempre sono legato all'idea che Marghera possa e debba essere un polo industriale, chimico in particolare, come è sempre stato. Qui, per il momento, siamo gli unici che hanno fatto la loro parte. E se ci saranno delle condizioni per studiare degli investimenti, anche per Marghera, perché no? E' un'area che fa parte della nostra storia". Poi una frecciatina alle amministrazioni passate: "Da quando ero presidente degli industriali di Venezia non ho cambiato idea. E tutto questo sempre se la politica e le istituzioni veneziane vogliono conservarle una vocazione industriale dell'area - ha concluso Scaroni -. Ogni tanto qualche dubbio è emerso nel passato e mi auguro che non emerga piu' nel futuro".

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