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"Adesso Mestre": il movimento "Una grande città" torna in campo

L'annuncio mercoledì mattina nello studio "BattistellArchitetti": "Ci dobbiamo essere con esperienza, capacità, maturazione di questi anni"

"Venezia e Mestre, Mestre e Venezia. Una grande città motore e polo imprescindibile di tutta la Regione, una realtà integrata e complementare nella sua duplice dimensione d'acqua e di terra". Questa in sisntesi la visione di "Una grande città", movimento "contenitore" che torna a essere presente in vista delle elezioni amministrative della prossima primavera. L'ufficializzazione mercoledì mattina, nello studio "BattistellArchitetti" di Mestre. Presenti in rappresentanza del movimento civico Luca Battistella, Diego Moras, Giovanni e Alfredo Scibilia. Netto e sintetico lo slogan: "Adesso Mestre", che farà capolino il prossimo 30 ottobre, giorno della prima presentazione pubblica del progetto politico. Appuntamento al locale "Due Portoni" alle 18.30, zona via Verdi angolo via Rosa.  

"Movimento di persone e cose, velocità delle trasformazioni, fluidità dell’informazione, dialogo facilitato tra le culture e le generazioni, partecipazione attiva della popolazione sui temi cruciali della salvaguardia e dello sviluppo del nostro territorio. Il progetto di Una Grande Città - dichiarano gli aderenti - supera la visione classica del rapporto centro-periferia ripensandolo come un network di più luoghi interconnessi tra loro: la Venezia d'acqua, il centro di Mestre, Porto Marghera e la sua enorme area industriale, l'area aeroportuale di Tessera e poi le isole della Laguna, il Lido, i centri di Carpenedo, Chirignago, Favaro, Zelarino".

Si punta su una "progettualità moderna del settore terziario e uno sviluppo eco-compatibile ripensato dal punto di vista urbanistico, viario, della sicurezza e del buon governo", dichiara il movimento. "Recentemente, raccolte le impressioni di tutti e dal comun sentire, ci siamo ritrovati sotto la bandiera della medesima passione, della stessa amicizia e della medesima stima tra noi e per la città, per guardarci negli occhi: la situazione politica, lo stato di semi-abbandono in cui la città si ritrova, il vuoto di idee, la mancanza di progetti veri, l'assoluta afasia della classe direzionale e partitica, tutto ciò ci ha fatto dire “noi ci dobbiamo essere” con l'esperienza, le capacità, la maturazione di questi anni, con la stessa formula della disponibilità e generosità che ha fin qui contraddistinto Una Grande Città", conclude Luca Battistella.

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