Affitti brevi, ai Comuni la facoltà di intervenire

Emendamento dell'onorevole Pellicani al Milleproroghe per attribuire licenze, limiti e controlli. Italia Viva non ci sta: «No a nuovi balzelli e più burocrazia a carico delle amministrazioni locali»

Venezia, panoramica

Un emendamento al decreto Milleproroghe attraverso il quale mettere mano al capitolo della regolamentazione degli affitti brevi, anche a Venezia, come in altre città del mondo, dando la possibilità ai Comuni italiani, in particolare alle città d'arte come Venezia e Firenze, di intervenire. «La materia - scrive il parlamentare Nicola Pellicani del Partito Democratico che lo ha presentato - non è più rinviabile: un problema che, in una città come Venezia, è esplosivo».

In cosa consiste

Distinguere le attività imprenditoriali e non, attraverso un Regolamento che stabilisce il limite di tre camere, anche in immobili diversi, per definire se l'attività sia imprenditoriale, la dotazione di partita Iva. La possibilità per i Comuni, non l'obbligo, di consentire l’attività di locazione di breve periodo di alloggi per uso turistico subordinatamente al rilascio di una licenza, stabilendo annualmente il numero di licenze a disposizione e i criteri per la relativa assegnazione. Dare ai Comuni la facoltà di determinare la durata annuale della locazione, differenziandola anche all'interno dello stesso territorio comunale, con specifico riferimento ai centri storici e le aree di interesse culturale e artistico. «Sono tre proposte. Ce ne sono di migliori? Benissimo. Siamo qui e discutiamone, ma decidiamo. Italia Viva all'interno della maggioranza - dice Pellicani - si distingue per essere un partito di brontoloni. È d'accordo a regolamentare il settore, ma non così. Bene. Come?», si chiede. Intanto la legge speciale per Venezia ha iniziato il suo iter alla Camera anche per istituire e finanziare a Venezia il centro internazionale di studi sui cambiamenti climatici.

La provocazione

«È chiaro - spiega l'onorevole - che pensare di risolvere un problema così complesso con un semplice emendamento era una forzatura, ma l'obiettivo era gettare il sasso nello stagno. Ho accolto l'invito del governo al ritiro, in quanto lo stesso governo si è impegnato, e lo ribadirà anche in aula al momento della discussione del Milleproroghe, a riprendere i contenuti dell'emendamento all'interno del collegato alla legge di Bilancio sul turismo – una proposta di legge che i vari ministri hanno facoltà di presentare dopo l'approvazione del Bilancio entro il 31 gennaio 2020. Per cui il testo arriverà in Parlamento a giorni e sarà discusso a strettissimo giro».

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«No a nuovi balzelli»

«L’intenzione di fissare delle regole per affrontare l’annosa questione degli affitti brevi a Venezia ci trova d’accordo - afferma Sara Moretto, capogruppo di Italia Viva in Commissione Attività produttive alla Camera -. Siamo contrari all’ipotesi di affidare ai Comuni il rilascio delle licenze, scongiurando il rischio di nuovi balzelli o di aumentare il soffocamento dovuto all'iperburocrazia. Per noi bisogna coniugare il monitoraggio necessario a contrastare evasione fiscale e abusivismo con un approccio che tenga conto delle nuove frontiere dell’accoglienza e di un asset sempre più strategico per il nostro Paese come il turismo. Allo stesso tempo è importante individuare strumenti normativi che permettano di frenare l’emorragia di residenti determinata in alcuni centri storici dalla diffusione di affitti brevi. Siamo favorevoli a fare chiarezza sui criteri per definire quando un’attività di locazione diventa imprenditoriale».

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