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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Politica

Il "pasticcio del verbale": Alberto Mazzonetto non è più presidente Ater

La Giunta regionale ha deciso di revocare all'unanimità la nomina all'esponente leghista dopo aver inviato un resoconto di una seduta contestato dal Cda dell'Ente. Azienda affidata al suo vice

"Revoca della nomina". Queste le parole esatte che descrivono la decisione della Giunta regionale di togliere ad Alberto Mazzonetto, esponente leghista, la carica di presidente dell'Ater di Venezia. La delibera è stata approvata ieri all'unanimità, dopo il "pasticcio" del verbale su una riunione inesistente inviato dall'ex dirigente dell'azienda territoriale per l'edilizia residenziale a Palazzo Balbi.

Ora Alberto Mazzonetto avrà venti giorni per rispondere "a quanto contestato", ma già da oggi non guiderà più l'Ater. L'Ente è stato affidato al vicepresidente Fabiano Gibin, visto che il Consiglio di amministrazione rimane in carica. La vicenda parte qualche mese fa, quando, il 2 febbraio scorso, il segretario regionale della Programmazione della Regione, Tiziano Baggio, chiede spiegazioni sulla decisione di sospendere il direttore dell'anzienda Paolo Diprima, sulla situazione di tensione che si sarebbe vissuta all'interno dell'azienda e sulle spese superiori rispetto alla media in incarichi e consulenze esterne.

Due settimane più tardi il Cda risponde con una delibera affermando che la sospensione del direttore era stata un'iniziativa personale di Mazzonetto. Il 30 marzo successivo, quindi, Tiziano Baggio chiede al Consiglio di amministrazione se la propria risposta costituisse una sorta di sfiducia al presidente. Se non fosse arrivata alcuna risposta si sarebbe inteso proprio quanto ipotizzato dal tecnico di Palazzo Balbi, per "insanabile contrasto". A questo punto si arriva al nodo del problema: Alberto Mazzonetto invia un verbale di una seduta del Cda del 12 aprile in Regione in cui risulterebbe che il Consiglio di amministrazione non intendesse, con quanto dichiarato al tecnico della Regione, mettersi contro il presidente dell'Ater.

Ma secondo i dirigenti dell'ente il 12 aprile non ci sarebbe stata alcuna seduta, solo un incontro che non prevede verbale. Anche in virtù del fatto che il Cda intendeva dare il là a un "silenzio assenso" per confermare "l'insanabile contrasto" con il presidente. Di qui la decisione della Regione di revocare la nomina ad Alberto Mazzonetto.
 

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