"Avanti con il tetto massimo di alunni stranieri al 30% nelle classi: favorita l'integrazione"

Soddisfazione della Regione per l'accordo di mercoledì con il prefetto, l'assessore Venturini e la direttrice scolastica, sui minori stranieri. Cgil: "Recuperata una circolare vecchia e inadatta"

È una reazione positiva quella dell'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan, all'accordo di mercoledì con il prefetto di Venezia, Carlo Boffi, l’assessore al Sociale del Comune, Simone Venturini, e la direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Daniela Beltrame, sull'inserimento degli alunni di origine migratoria nelle scuole, e il tetto al 30% degli alunni stranieri per classe, con deroga al 40%, per i primi due anni. 

'Accoglienza'

“Con questo accordo, il primo del suo genere in Italia, diamo avvio a Venezia, in Veneto, alla realizzazione concreta e reale dell’integrazione scolastica dei minori stranieri”, dice Donazzan. "Allo scopo di assicurare un equo accoglimento degli alunni di origine migratoria, con particolare riguardo agli alunni con ridotta conoscenza della lingua italiana, si indica l’obiettivo del 30% per ogni classe, previsto dalla circolare ministeriale del 2010".

“La Regione - ricorda l’assessore regionale - fin dal 2010 ha indicato, nelle linee guida, una soglia massima del 30% di presenza di minori stranieri nelle classi, indicazione che venne poi assunta come percentuale di riferimento dal ministero dell’Istruzione. Purtroppo – aggiunge -  l’effettiva realizzazione è risultata assai difficile e ora, a Venezia, siamo passati al concreto”.

Diritto allo studio

L’accordo intende stabilire le azioni necessarie per assicurare la formazione di tutti gli alunni, allo scopo di garantire pienamente il diritto di accesso al sistema scolastico. Le azioni che il protocollo prevede sono le seguenti: facilitare i processi di inclusione attraverso efficaci azioni di informazione, formazione e sensibilizzazione, ribadire il diritto all’inserimento immediato degli alunni neoarrivati, prevenendo il rischio di avvii ritardati della frequenza, attraverso prassi condivise tra le diverse istituzioni scolastiche, sostenere l’apprendimento dell’italiano, in quanto lingua di scolarità, valorizzare la diversità linguistica e culturale, prevenire il fenomeno dell’elevata concentrazione in alcune scuole di alunni di origine migratoria, coinvolgere le famiglie nel progetto educativo per i loro figli. Il Protocollo sarà sottoscritto nei prossimi giorni, e entrerà in vigore per l'anno scolastico 2018/2019.

Cgil contraria: "Così salta la prima elementare"

Di opinione diversa la segretaria di Flc-Cgil, Giusy Signoretto: "Già l’anno scorso avevamo chiesto un tavolo con Regione, Comune e dirigenza scolastica, senza ottenerlo. Il problema è complesso: alla Giulio Cesare è probabile che non ci sarà una prima elementare quest’anno, perché hanno chiesto di iscriversi 14 bambini, e sono tutti stranieri. La soluzione non è mettere i piccoli bordo di pulmini e farli andare in altre scuole. È necessario affrontare la realtà per quello che è: se lo stradario appartiene agli stranieri allora è compito dell’istituto mettere a disposizione dei facilitatori culturali per inserire e integrare i bimbi a scuola. In questo modo la scelta del Comune è quella non formare la classe, e così si tagliano insegnanti e il personale. È una vecchia circolare, che va ridiscussa, trovando soluzioni che rispettino lo stradario".

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