Garage San Marco, «grave pericolo di crollo» della torre dal 2012

Conferma nella perizia chiesta dalla consigliera Visman. Contestata "l'utilità pubblica del progetto": 30 posti ai residenti. De Martin: «Potevamo averne 750 in Marittima». Musolino: «Ho già l'area»

Foto area dell'area

Ottanta pagine redatte dallo studio Favero&Milan, al termine delle quali gli esperti parlano di «grave pericolo di crollo». Il riferimento della perizia è alla torre piezometrica di Veritas che si trova nel compendio di Sant'Andrea, area tutt'ora vincolata, dove si dovrebbe realizzare l'ampliamento del garage San Marco, che ha l'ingresso a piazzale Roma. Il manufatto, un tempo anch'esso vincolato, è stato liberato dal vincolo della Soprintendenza solo successivamente, nel 2014, mentre la perizia sulla pericolosità risale al 2012. L'esito della verifica emerge nella discussione di oggi, giovedì 2 luglio, in Consiglio comunale.

La perizia e il vincolo

A chiedere la documentazione, disponibile solo in parte, la consigliera 5 Stelle Sara Visman, che dopo aver appreso dell'incombenza del pericolo, ha chiesto da subito l'interdizione completa della zona (la richiesta scritta non è passata in Consiglio). Intanto a maggioranza passa la delibera di ampliamento del garage privato a fini urbanistici, come da accordo con gli altri enti, Comune di Venezia e Veritas, conseguentemente all'abbattimento della torre piezometrica.  La soprintendenza ha approvato la revisione del vincolo nel 2014 e con decreto del ministero è stato tolto, così da poterla abbattere. Ma questo non è stato fatto, anche per l'ostilità di parte della cittadinanza a distruggere un bene che ha comunque un valore storico-archeologico sull'area. «Se si potesse spostare e trasferire altrove, forse questa struttura in cemento armato verrebbe salvata», dice il consigliere Maurizio Crovato. Nonostante la pericolosità estrema registrata, di cui gli enti privati e pubblici erano stati avvisati, (perizia commissionata dal garage San Marco), compresa l'allora dirigenza degli uffici pubblici del Comune, l'area ha continuato ad essere frequentata e utilizzata. 

La cisterna

L'area dove la torre insiste è rimasta vincolata, ad ogni modo la soprintendenza ha corretto e adattato il progetto di ampliamento del garage, in modo da garantire il rispetto delle distanze. C'è la presenza di un ulteriore manufatto in zona che è la cisterna ottocentesca che esiste agli atti e sulla quale ha chiesto garanzie il consigliere Renzo Scarpa. «Mi chiedo se al momento di autorizzare il progetto, la soprintenza fosse a conoscenza della vasca dell'acquedotto, tutt'ora funzionante anche se lesionata alla base. Mi risulta - dice Scarpa - che sollecitazioni ulteriori alle fondamenta potrebbero aggravare lo stato di salute della cisterna di cui l'ingegnere del Comune, Vincenzo De Nitto, che ha presentato oggi il progetto di ampliamento del garage, non sembrava essere a conoscenza».

Operatori della giustizia

L'estensione è di 13 mila metri quadri e riguarda l'aumento di un piano: da 9 si passa a 10 in modo da recuperare l'arretramento rispetto all'acquedotto (451 nuovi posti auto rispetto agli 835 posti esistenti). C'è la restituzione a Veritas del piano terra del parcheggio perché ne disponga in modo esclusivo, per le necessità operative, poi ci sono 39 posti a 7 euro al giorno destinati alla cittadella della Giustizia, per cui la consigliera Giorgia Pea ha espresso soddisfazione. Approvato anche l'emendamento del consigliere Davide Scano che chiede ne possano usufruire anche gli avvocati che arrivano dalla provincia. Non trova accoglienza la richiesta del consigliere Rocco Fiano. In base al suo ragionamento nei periodi dell'anno durante i quali l'attività del tribunale a piazzale Roma rimane sospesa (120 giorni all'anno, dice), i parcheggi che non vengono utilizzati possono essere rimessi a disposizione. La maggioranza vota contro. 

Traffico

C'è poi la questione del traffico. «Il garage comunale ha dovuto fare investimenti per alleggerire la pressione dei mezzi verso Venezia, seperando ingresso e uscita dall'autorimessa. Al privato invece viene concesso di espandersi, con il carico ulteriore che questo porta in termini di arrivi a piazzale Roma», dice Sambo. «Si tratta di 4-500 mila passaggi l'anno» precisa il consigliere Nicola Pellicani. Contro l'assenza di uno studio di mobilità sull'area si scagliano anche i consiglieri Davide Scano e Rocco Fiano. Con un emendamento l'assessore Massimiliano De Martin contestualmente alla discussione di oggi aumenta da 20 a 30 il numero dei parcheggi riservati ai residenti. 

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I parcheggi in Marittima

Ma le polemiche sulla "pubblica utilità" del progetto non si placano. «Avremmo potuto avere 750 posti in Marittima», dice De Martin riferendosi all'accordo mai chiuso tra il presidente dell'Autorità Portuale Pino Musolino e il sindaco Luigi Brugnaro. «Non è il privato che deve provvedere, ma il pubblico», dice l'assessore. Nel 2016 fu l'allora presidente del porto Paolo Costa a siglare l'intento con Brugnaro per il parcheggio in Marittima, ma unitamente alla costruzione di un hotel, spiegano dall'Autorità portuale. Nel 2017 subentrò Musolino chiedendo delle modifiche. In particolare al posto dell'hotel propose un museo del mare. Da allora l'accordo si arenò. Durante il lockdown i parcheggi in Marittima per i lavoratori sono stati individuati con un accordo tra porto e Vtp (il terminal crociere). Ad oggi, si apprende sempre dal Porto, in località Santa Marta, sull'ex platea lavaggi dove un tempo si portavano le carrozze dei treni per la pulizia, l'anno scorso tra porto e Rfi (Ferrovie dello Stato) c'è stata una intesa per la cessione della zona all'Autorità portuale dove Musolino intende realizzare un parcheggio. «Mi piacerebbe aprire un dialogo con la cittadinanza e con il Comune per questo», il commento del presidente. 

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