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Impiegati Apt in marcia: "Chiuderci è come chiudere pronto soccorso"

La protesta dei lavoratori dell'Azienda Provinciale per il Turismo è stata accolta dall'assessore Finozzi, che ha rassicurato: "Palazzo Balbi si è già mosso"

I lavoratori dell'Azienda Provinciale per il Turismo rischiano la liquidazione e quindi, armati di megafoni e bandiere, mercoledì mattina hanno marciato fino a palazzo Balbi, sede della Regione Veneto, per chiedere di essere ascoltati. Nei cartelli e nei lenzuoli utilizzati come striscioni si leggevano parole dure, che incitavano la politica a non gettare nel cestino le competenze di ben 70 dipendenti preparati ed esperti: “Migliaia di euro, milioni di turisti, ma siamo noi i poveri cristi”, si vedeva tra gli slogan, così come un più diretto “Finozzi, Zaia, Zorzato la vostra politica a questo ha portato”. E proprio l’assessore al turismo del Veneto Marino Finozzi, assieme ai consiglieri regionali Pietrangelo Pettenò e Lucio Tiozzo, si è incontrato con i lavoratori dell’Apt veneziana e i rappresentanti dei sindacati provinciali Cgil e Cisl di categoria. Le proteste dei dipendenti, d'altronde, sono chiare: “Chiudere Apt – spiegano i portavoce dei manifestanti – è quasi come chiudere il pronto soccorso: la maggior parte dei flussi turistici della Regione, che è la più visitata d'Italia, sono gestiti proprio da Venezia”.

IL BANDOLO DELLA MATASSA - La Giunta regionale, ha risposto palazzo Balbi, ha pronte per l’approvazione le delibere che assegnano i contributi alle Province, compresa quella di Venezia, per assicurare il funzionamento delle vecchie Apt, destinate ad essere sostituite dal prossimo anno dai nuovi uffici Iat, messi in rete e in grado di svolgere anche attività commerciale. Sono dunque garantite le risorse per assicurare gli stipendi ai dipendenti delle Apt fino alla fine dell’anno corrente, mentre spetta alle Province, dunque anche a quella di Venezia, definire il progetto per attivare i nuovi uffici Iat rispondendo anche alle esigenze del personale. I provvedimenti di Giunta verranno discussi in Commissione consiliare e, in quella occasione, saranno convocati anche tutti gli enti locali interessati a costruire questo percorso di nuovi servizi al turista, delineato dalla nuova legge regionale sul turismo varata lo scorso anno. Rispetto alle preoccupazioni dei lavoratori, Finozzi ha annunciato che il contributo di funzionamento dell’Apt per la Provincia di Venezia è superiore a quello che l’amministrazione provinciale aveva dichiarato come necessario per garantire gli stipendi fino al 31 dicembre. Per completare la risposta, in ogni caso, è necessario che la Provincia si faccia parte attiva assieme ai Comuni nella ridefinizione del nuovo assetto, mantenendolo in linea con quanto previsto dalla Legge veneta sul turismo del 2013 circa il futuro dei nuovi uffici di informazione e assistenza al turista. È un compito che la stessa Legge regionale affida appunto a questi enti, coinvolgendo anche le amministrazioni comunali, in modo da evitare vuoti temporali e di servizio. Le organizzazioni sindacali hanno preso positivamente atto dell’azione in corso a livello regionale e parteciperanno, assieme ad una delegazione di lavoratori, alla discussione in Commissione consiliare. Lo stato di agitazione, in ogni caso, resta ancora a regime e i sindacati si riservano di portare avanti ogni possibile iniziativa per continuare a garantire l'occupazione di tutti i lavoratori.

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