L'arresto di Orsoni, ora che succede in Comune? Ecco tutti gli scenari

O dimissioni del sindaco ed elezioni o traghettamento fino al prossimo anno del vicesindaco Simionato. Opposizioni all'attacco: "Urne subito"

La domanda che ci si pone il giorno dopo della raffica di arresti che ha "sommerso" il Mose e portato il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ai domiciliari è "ora cosa succede?". Il sindaco rimane in sella? Poteri al vice Sandro Simionato? Elezioni anticipate? Commissariamento?

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Tutte le ipotesi fino a mercoledì sera rimanevano aperte. Con i vari esponenti politici delle opposte fazioni che dicevano la propria a favore di telecamera. Di certo, come già dichiarato in una conferenza stampa a Ca' Farsetti, toccherà per ora all'assessore al Bilancio traghettare il Comune in questo anno travagliato prima della scadenza tradizionale del mandato. Sempre che non si esaurisca prima. Mercoledì mattina, quindi, Simionato ha riunito la Giunta per poi raggiungere la Prefettura per capire, come riporta il Gazzettino, se ci fossero dei paletti che non avrebbe potuto travalicare. Quale strada si imboccherà lo si saprà solo nelle prossime ore: Orsoni, cui è stato suonato il campanello di casa all'alba di mercoledì per raggiungere poi la caserma della guardia di finanza e fare ritorno nella propria abitazione ai domiciliari, potrebbe decidere di dimettersi. In quel caso tutto passerà nelle mani del commissario prefettizio per l'ordinaria amministrazione. Poi il via alla campagna elettorale: si andrà subito alle urne. Possibile anche che la Prefettura decida si sospendere temporaneamente l'incarico al titolare di Ca' Farsetti. In quel caso i poteri andrebbero al vicesindaco Simionato, che porterebbe quindi alla scadenza naturale la "consigliatura". Sempre che i partiti che sorreggono la Giunta decidano di andare avanti e di non aprire la crisi. Il capogruppo Udc Simone Venturini ha sottolineato come ci sia la necessità di approvare il bilancio per esempio. I gruppi dell'opposizione, meno il Pdl, invece  hanno chiesto a gran voce le dimissioni subito e le elezioni. Con i Cinque Stelle che hanno già depositato una mozione in tal senso.

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SI CONTINUA A LAVORARE - “Con uno sforzo comune e collettivo di responsabilità verso la nostra città – ha spiegato Simionato - continuiamo a lavorare con la massima serietà e alacrità, anche e soprattutto in questo momento critico. Dove c'è da far chiarezza – ha quindi proseguito il vicesindaco - si faccia chiarezza e in questo senso la magistratura, giustamente, farà il suo dovere. Ma noi abbiamo assunto degli impegni con questa città, ci sono delle scadenze importanti che intendiamo rispettare. Abbiamo quattro anni di lavoro intenso alle spalle e un altro anno di lavoro davanti per chiudere le partite che abbiamo aperte e intendiamo proseguire con impegno su questa strada. Nelle prossime ore faremo il punto su come continuare questa esperienza, dando il tempo anche ai partiti della coalizione di fare le proprie riflessioni. Venezia è una città a cui tutto il mondo guarda con ammirazione, una città che merita, ancora di più adesso, un'assunzione piena di responsabilità da parte dei suoi amministratori. Un'amministrazione che si auto elimina sarebbe in questo momento un suicidio per la città”.

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RISCHI ITALIANI - “Sul Mose la posizione del Comune è sempre stata improntata alla massima coerenza: abbiamo denunciato più volte il fatto che ci fosse un unico mandatario, detentore unico del sistema. In una grande opera, che vale cinque miliardi di euro, è evidente che qualche rischio c'è, se non ci sono nuove regole di gestione degli appalti e questo è un problema diffuso nel Paese, al di là dell'ambito territoriale. Non può essere giustificata l'azione di chiunque compia atti non coerenti con i corretti comportamenti nella pubblica amministrazione”. “Noi conosciamo un altro Giorgio Orsoni – ha poi chiosato il vicesindaco – che pensiamo sia la persona giusta, uno che ha fatto della trasparenza e della coerenza amministrativa uno degli stili distintivi di questa amministrazione. A lui e a tutta la sua famiglia esprimo la mia vicinanza personale e umana, fiducioso comunque che la Magistratura possa risolvere al più presto la situazione”.

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