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Lo striscione srotolato dagli attivisti

Lo striscione srotolato dagli attivisti

"Giù le mani dall'Arsenale", occupato palazzo Dieci Savi. Orsoni in trincea

Il sindaco ai giornalisti: "Ci vuole una forte presa di posizione politica. La città non sopporta più questa disattenzione del governo nei suoi confronti". Domenica mattina corteo dei cittadini

Sindaco, assessori, consiglieri, cittadini e associazioni indignati per la scelta del governo di "riprendersi" l'Arsenale via decreto. Stamattina un gruppo di giovani ha occupato il palazzo dei Dieci Savi, sede del Magistrato alle acque, appendendo alle finestre del primo piano uno striscione: "Giù le mani dall'Arsenale, giù le mani dalla città", recita lo slogan.
 

Il primo cittadino Giorgio Orsoni giovedì, appena appresa la notizia, ha convocato una conferenza stampa per stamattina: "Non so se andremo a incatenarci davanti a Palazzo Chigi, ma di certo ci vuole una forte presa di posizione della politica". Il sindaco l'ha conclusa così, alla presenza di quasi tutti i componenti della Giunta. "Stiamo vivendo un momento non facile - ha proseguito Orsoni - in cui lo Stato non rispetta gli impegni e ci punirà per il mancato rispetto di quelli che lo Stato stesso ci ha messo in condizione di non rispettare. La situazione è assolutamente incomprensibile e mi auguro quindi di essere smentito dagli organi dello Stato, dopo essermi confrontato anche con il presidente della Repubblica e tutta la presidenza".

"La città - spiega il sindaco - non può più sopportare una disattenzione particolarmente grave, dal momento che Venezia, da tema di interesse nazionale sta diventando l'ultimo dei problemi nazionali, mentre il mondo ci sta guardando: non solo noi, ma anche il Governo nazionale e come si sta rapportando a queste tematiche". "Non si è capito che determinati modelli amministrativo-gestionali non sono idonei alla gestione della città: i problemi - aggiunge - arrivano soprattutto dallo strumento amministrativo della concessione". Orsoni porta quindi esempi concreti: dall'aeroporto, al porto, al Mose ("che preme per tutelare gli interessi affidatigli dallo Stato"). "Il dialogo tra Comune e istituzioni - prosegue - è in qualche parte svisato dall'intervento di altri interessi, legittimamente inseriti in questo meccanismo. Questo ci deve portare a una forte riflessioni sul tema delle concessioni, da cui deriva un frazionamento delle competenze sul territorio che fa soffrire la città. Penso ancora, ad esempio, al Magistrato alle Acque, che deve diventare organo dei Comuni con competenza sulla Laguna".

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Il sindaco ha ripercorso la vicenda, partendo dall'ultimo episodio "che si qualifica da solo". "L'Arsenale - ha ricordato - è stato assegnato alla città ad agosto, tranne la parte riservata alla Marina Militare, che riteniamo parte della città e vogliamo che resti. Con argomentazioni futili di carattere giuridico, il ministero delle Infrastrutture ha ora chiesto un trattamento analogo a quello della Marina, pretendendo una parte dell'Arsenale che asserisce indispensabile per fini istituzionali che non sappiamo quali siano e riteniamo che sia da discutere se siano diretti, visto che si tratta di spazi da concedere al concessionario Consorzio Venezia Nuova".

Orsoni, dichiarando di ritenere "infondata" la posizione del Ministero, ha quindi aggiunto: "Riteniamo che il concessionario privato possa realizzare opere per lo Stato anche su spazi di proprietà del Comune, ente istituzionale con cui sono possibili tutti gli accordi. Questo passaggio, quindi, per noi non era necessario, come invece hanno ritenuto alcuni funzionari del ministero, anche a dispetto di altri pareri e posizioni".

 

"Ne prendiamo atto - ha concluso - e faremo le nostre azioni di contrasto a questa scelta, se dovesse passare, anche perché non ci risulta sia stata ancora pubblicata, oltre a essere stata inserita in una norma impropria. E facciamo appello ai parlamentari, non solo veneziani, perché capiscano l'errore che si sta commettendo, ancora una volta a danno della città, perché il problema non è la rivendicazione di una proprietà, ma ben altro".

 

DOMENICA MANIFESTAZIONE DEI CITTADINI - Intanto molte associazioni della città lagunare, sotto il "cappello" del comitato per la Restituzione dell'Arsenale a Venezia hanno convocato una manifestazione domenica mattina, alle ore 11, proprio nel campiello dell'Arsenale. "Questo emendamento dell'ultima ora, inserito furbescamente per accontentare gli interessi privati delle aziende del Consorzio Venezia Nuova, va contro le prospettive di restituzione dell'Arsenale alla città e quindi al suo legittimo proprietario: il Comune di Venezia - si legge in una lettera del comitato - Ci opponiamo con forza a questo evidente sopruso di chi vuole "allungare le mani sulla città" delegittimando il Comune e ostacolando un processo democratico che vede nella restituzione dell'Arsenale alla città il più importante fattore di rilancio economico e culturale del centro storico".

 

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