Baretta: «Venezia non può rinunciare alle crociere»

Il sottosegretario e candidato: «Subito una soluzione transitoria per evitare San Marco: l’utilizzo di approdi diffusi tra San Leonardo, Fusina e Marghera»

Navi da crociera, archivio

Venezia deve restare porto di partenza e di arrivo delle crociere. È questa la condizione che assicura lavoro, non solo ai portuali ma anche all’indotto. La decisione degli armatori di non approdare a Venezia rappresenta un grave danno per l’economia veneziana». Lo afferma, «a sostegno della manifestazione dei lavoratori portuali di venerdì», Pier Paolo Baretta, candidato sindaco.

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«È necessario - continua il sottosegretario al Mef - distinguere la soluzione definitiva da quella transitoria. Quest'ultima potrebbe prevede l’utilizzo di approdi diffusi tra San Leonardo, Fusina e Marghera, evitando da subito il passaggio in bacino di San Marco e permettendo l'attività commerciale e crocieristica». Esclude lo scavo di nuovi canali, il sottosegretario, «neppure il Vittorio Emanuele». Al tempo stesso Baretta sostiene «la centralità del porto commerciale di Venezia, per cui va studiata una combinazione - dice - che permetta di non rinunciare alle portacointainer», imbarcazioni che non potranno più accedere in laguna. «La protesta di venerdì ha come obiettivo il lavoro, non le scelte elettorali - conclude -. Ogni strumentalizzazione è inaccettabile e poco rispettosa di operatori e famiglie».

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