Mercoledì, 4 Agosto 2021
Politica Mestre Centro / Viale San Marco

Battaglia sugli emendamenti per viale San Marco fino a notte fonda. La delibera è approvata

Alle 3.08 del mattino, con 18 voti a favore a 12 contrari alla variante per la riqualificazione dell’area ex Real. Votazioni ad oltranza. Tensioni e reciproche accuse fino alla fine. Sulla mozione contro il volantino affisso a Mestre, con i volti "stigmatizzati" dei consiglieri di Municipalità c'è la rottura finale

Un momento del presidio in viale San Marco

Un Consiglio comunale rovente, votazioni a oltranza, accuse reciproche, tensioni, offese fino alle 3.08 di venerdì mattina. In quel momento, una volta votati tutti gli emendamenti, tolti quelli ripetitivi e inammissibili, si arriva alle dichiarazioni di voto.

Uno dei Consigli che resterà alla memoria. Maggioranza e opposizione si sono scontrate fino all'ultimo. Tante volte sul merito degli emendamenti anche se non sono mancate accuse reciproche in merito a quell'accordo tra il Comune e la ditta Genuine per la riqualificazione dell'area ex campo da calcio Real in viale San Marco a Mestre, che tutta l'opposizione avrebbe voluto studiare avendo più tempo e con la partecipazione dei residenti. Tutto il contrario per la maggioranza che ha ricordato le 5 commissioni consiliari che hanno portato a dipanare grazie al contributo dei tecnici, i dubbi sul progetto: sulla torre, sull'area commerciale, sul verde pubblico, sul parcheggio, la viabilità, il sagrato della chiesa e la piazza. Alle 23 (dopo 6 ore di seduta) sono stati votati 45 dei 56 emendamenti presentati "a pioggia" dal gruppo Terra e Acqua (40) e dal Partito Democratico (16). L'iniziale richiesta di sospensiva del Consiglio, presentata dalle capogruppo Monica Sambo (Pd) e Sara Visman (5 Stelle), viene respinta a maggioranza dall'assemblea, così come la richiesta di una capigruppo straordinaria arrivata da parte del consigliere Giovanni Andrea Martini. Quindi maggioranza e opposizione (quest'ultima con il professor Stefano Zecchi intervenuto con una lettera a distanza) aprono la battaglia scontrandosi su tutto, a partire dall'ammissibilità in Consiglio della discussione sulla petizione del Comitato dei residenti (1.200 firme). 

Momenti di tensione fra il sindaco Brugnaro, sempre presente fino all'ultimo, e il consigliere Gianfranco Bettin (Verde Progressista) e poi fra il primo cittadino e il consigliere Marco Gasparinetti (TeA) quando quest'ultimo chiama in causa l'Unesco. Il primo cittadino lo accusa di "strisciare" «davanti a organismi internazionali che di Venezia non sanno nulla». «Il suo intento è dilatorio, vuole ritardare il voto», tuona Brugnaro. Determinazione e sfinimento portano di fatto avanti il confronto punto per punto fino a notte fonda; non tutte le obiezioni dell'opposizione vengono respinte dall'assessore all'Urbanistica, Massimiliano De Martin, come ad esempio quelle sul verde, gli alberi, le piantumazioni e gli abbattimenti (presentate da Terra e Acqua). Nessun punto di incontro sulla partecipazione dei Comitati alle modifiche urbanistiche, chiesta da Gasparinetti e Visman. Per la consigliera Cecilia Tonon (Venezia è Tua), come per la maggioranza, la democrazia è garantita dal lavoro delle istituzioni, ma anche lei aveva chiesto di valutare attentamente i rischi delle sostenze pericolose che si andranno a estrarre con la bonifica del terreno (come saranno trasportate? Dove? Come avverrà lo smaltimento?). Il consigliere Bettin replica a più riprese, respinge il presunto intento dilatorio delle opposizioni. «Avremmo potuto presentare 12 mila emendamenti, chiedete agli assessori Zuin e Boraso cos'è l'ostruzionismo», afferma. E resta dell'idea che la presenza di organismi intermedi (come la Consulta del Verde) dia la possibilità alla cittadinanza di confrontarsi prima del momento istituzionale vero e proprio, agevolando il processo decisionale. Contrario il sindaco Brugnaro: «Non si può discutere e continuare a dibattere sempre, deve arrivare il momento del fare. In questa città si oppongono sempre gli stessi, senza accettare che chi è stato democraticamente eletto agisca a nome della cittadinanza». Non approvati praticamente tutti gli emendamenti del Pd: la riduzione della superficie di vendita e commerciale, le verifiche idrauliche, il verde. «Alla fine, al netto delle due vasche di laminazione, di tutta l'area resterà verde solo il 12% - afferma il consigliere Emanuele Rosteghin - Abbiamo perso un'altra occasione di ragionare assieme, di confrontarci su un piano che riguarda tutti».

Il maxi emendamento di giunta, che ha accolto le prescrizioni della Municipalità sul progetto (prevedendo ad esempio la presenza di un ambulatorio medico in area), passa a maggioranza con astensioni o non partecipazioni al voto. «Non si capisce la ragione di andare a realizzare un bosco verticale in un'area che non è priva di verde né è densa di edifici», argomenta Visman. Il sindaco sostiene fino all'ultimo la bontà del progetto, e con lui la maggioranza. «Grazie al privato si restituirà un'area che ora è chiusa e inquinata alla cittadinanza - afferma -. Non si toglie niente a nessuno: è una zona privata che rimane tale ma viene bonificata - afferma Brugnaro -. Verrà bella gente ad abitare, con qualche soldo da spendere di cui c'è bisogno per sostenere l'economia e la ripresa della città. Le opposizioni anziché respingere facciano proposte concrete». «Sospendiamo la votazione degli emendamenti - replica Gasparinetti - Chiediamo alla Genuine di scegliere un altro posto per costruire la torre, al Comune di acquistare l'ex campo da calcio (che ha valore di poco meno di 400 mila euro), alla Regione di bonificare, e otteniamo che il campo chiuso torni nella disponibilità pubblica». Poi nuovamente viene sollevata la questione del numero legale. «Vorrei una risposta ufficiale - commenta dopo che è passata la mezzanotte il consigliere Paolo Ticozzi (Pd) - Per serietà». La presidente del Consiglio Ermelinda Damiano esorta a procedere e il voto sugli emendamenti, con relativi interventi e respingimenti, va avanti fino alle 3. Il Comitato dei residenti, con circa 150 partecipanti, ha presidiato viale San Marco durante il Consiglio, sostenuto dal Gruppo 25 Aprile con alcuni militanti sul posto da Venezia. Ma la speranza che la variante non trovasse approvazione era già sfumata nel pomeriggio.

Franco l'intervento del consigliere di Fratelli d'Italia, Francesco Zingarlini, alla fine. «Il supermercato per conto mio poteva essere più piccolo e al posto della torre di 70 metri si poteva progettarne due da 35 ma non dimentico gli scempi in città come il tram e il danno che ha causato alle attività economiche in centro. Eppure - dice ricordando di essere un dipendente Actv - ci lavoro», dice. C'è disagio ma il voto è a favore. Ed è palese l'assenza della capogruppo Maika Canton, che aveva espresso perplessità sul progetto, così come quella della consigliera d Forza Italia Deborah Onisto. L'ultima spaccatura si consuma sull'attacco (squadrista per la maggioranza, inaccettabile ma non caratterizzato da violenza per l'opposizione) ai consiglieri di Municipalità "additati", per mezzo di un volantino affisso per tutta la città, come i responsabili dell'approvazione del progetto per viale San Marco.

Schermata 2021-07-02 alle 01.25.26-2

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Battaglia sugli emendamenti per viale San Marco fino a notte fonda. La delibera è approvata

VeneziaToday è in caricamento