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Biblioteche dei musei civici aperte a giugno. A palazzo Fortuny piano di recupero

Lite in commissione Cultura. Sambo: «L'attività di consultazione e ricerca non avrebbe mai dovuto chiudere». Zuin: «Guardate in che condizioni è il mondo. Questa interrogazione non è una priorità»

«Con la riapertura dei Musei civici abbiamo previsto la riattivazione delle biblioteche, a partire da giugno (non quelle in area marciana), il venerdì. Si sta anche lavorando per l'accessibilità pubblica del museo Correr, interessato da interventi importanti, due giorni alla settimana, dal primo luglio». A darne notizia oggi, martedì 27 aprile in commissione consiliare Cultura, è Mattia Agnetti del consiglio di amministrazione della Fondazione musei civici di Venezia. La consultazione delle opere al Correr potrà essere svolta verso metà di giugno, prevede. A luglio o agosto ci potrebbero essere ulteriori riattivazioni di spazi. Le biblioteche, per l'assessore Michele Zuin delegato dal sindaco (che è assessore alla Cultura), «che sono parte integrante dei musei civici e collocate all'interno delle stesse sedi, sono gestite dal personale che è stato ed è in cassa integrazione. Anche nei limitati periodi di apertura dei musei nel 2020 il servizio di consultazione nelle biblioteche non si è potuto espletare, in ragione degli spazi molto ristretti».

Sul tema dell'accessibilità e dell'attività di studio e ricerca nelle biblioteche dei musei civici, di cui si è discusso nella prima parte della commissione, aveva depositato un'interrogazione la capogruppo del Pd in Consiglio comunale Monica Sambo. «Anche nelle zone rosse o arancioni le biblioteche sarebbero potute rimanere sempre aperte - afferma la consigliera - rispettando regole e protocolli di sicurezza. Si pensi a quanto è avvenuto in altre realtà cittadine come le biblioteche universitarie o la Marciana e la Querini Stampalia. Il sindaco e la giunta hanno deciso diversamente per una scelta puramente politica, non legata a questioni di sicurezza né alla normativa nazionale. La chiusura prolungata delle biblioteche è solo l’ennesima espressione dell’assenza di politiche culturali in città. Speriamo, con la riapertura di giugno, che questo servizio non venga più chiuso né dimenticato». Non sono mancati momenti di tensione con l'assessore.

Nella seconda parte della commissione, il consigliere del Pd Giuseppe Saccà ha interrogato l'amministrazione sulla situazione e il piano culturale ed espositivo di palazzo Fortuny. «Il 12 novembre 2019 è stata rimossa la responsabile del museo e durante l’audizione dello scorso 2 marzo la direttrice del MuVe Gabriella Belli ha evocato il progetto culturale del museo Fortuny senza entrare nel merito. I lavori sono già in corso, stando a quanto dichiarato da Belli. Per questo si chiede di sapere quale sia la linea progettuale e programmatica pluriennale prevista per la sede museale, quale sarà il suo “ruolo” all’interno del sistema museale civico e quale la nuova organizzazione degli spazi (con riferimento a tutti i 4 piani) - afferma Saccà - Sono in corso i lavori al piano terra che ha subito danni in occasione dell’acqua alta del novembre 2019. Sulla base di quale progetto? - Chiede il consigliere - Qual è la situazione della collezione al primo piano e quale il piano culturale ed espositivo?». Saccà ha chiesto anche in che modo verranno valorizzati i fondi fotografici storici del museo, compresi quelli trasferiti dal Correr a palazzo Fortuny.

«L'archivio fotografico al primo piano nobile era già stato individuato nel 2018 - ha precisato con una relazione l'assessore Zuin - I lavori sono partiti nel 2019 e andati avanti nel 2020. Si è provveduto a realizzare il restauro della sala e i lavori dovrebbero essere finanziati sul bilancio del 2022: il progetto è già approvato e prevede il completamento della struttura archivistica con armadi adeguati alla conservazione delle lastre». L'assessore ha  ricordato come negli anni palazzo Fortuny abbia svolto un ruolo importante nel sistema veneziano dell'arte, soprattutto contemporanea. Un concetto ripreso dalla direttrice dei musei civici, Belli. «Al piano terra il cantiere inizierà subito e continuerà fino a fine settembre. Lo spirito positivista di Mariano Fortuny sarà d'ispirazione a tutte le opere di rivisitazione del progetto museografico. Al primo piano le attività didattiche e laboratoriali dovranno essere centrali», dice.

Per il ripristino del piano terra, dove infissi e pavimentazione sono in fase di rifacimento, e per l'adeguamento del Cpi (certificazione antincendio) verranno utilizzati i 500 mila euro della donazione a valere sull'art bonus da parte del gruppo Pam, oltre ai 100 mila euro della fondazione e altri 120 mila euro, sempre di finanziamenti dei musei civici, per l'allestimento del primo piano, ha spiegato Agnetti. Il coordinamento poi sarà affidato a Chiara Squarcina. «Al piano terra - ha detto infine Zuin - torneranno i servizi di biglietteria, di bookshop completamente rinnovato, di guardaroba con l'abbattimento delle barriere architettoniche. Il tributo di 500 mila euro dell'art bonus consentirà anche il restauro conservativo della sede, il miglioramento dei servizi di accoglienza al pubblico e la messa in sicurezza dall'acqua alta con il rialzo del piano di calpestio. Il laboratorio e l'attività espositiva apriranno in coincidenza della Biennale delle arti visive nel 2022 e ospiteranno una rassegna di importanza internazionale. Tutti i servizi - conclude Zuin - amministrazione, logistica, sicurezza, manutenzione e didattica, sono centralizzati».

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