Pd e Lista Casson: «In 5 anni di consiliatura 868 interrogazioni senza risposta»

I consiglieri: «Atti ispettivi all'esame solo in minima parte dalla maggioranza. Da noi nessun ostruzionismo ma opposizione sul merito. Consiglio disprezzato. Colpa dell'analfabetismo istituzionale»

Da sinistra, consiglieri: Emanuele Rosteghin, Francesca Faccini, Rocco Fiano, Monica Sambo, Nicola Pellicani e Giovanni Pelizzato

Mentre svelano i loro progetti per il futuro i consiglieri comunali del Pd: Nicola Pellicani, Monica Sambo ed Emanuele Rosteghin, e quelli della Lista Casson, Francesca Faccini, Rocco Fiano e Giovanni Pelizzato, tracciano un bilancio di 5 anni di Consiglio comunale all'opposizione. Lo hanno fatto venerdì a Rialto. Pellicani non si ricandida e rimane onorevole a Roma. Non ripete neppure Francesca Faccini: «Il Covid ha cambiato molte cose - spiega - mi dedicherò ad altro dando il mio supporto dall'esterno», dice. Giovanni Pelizzato sostiene il Pd di Arturo Lorenzoni come candidato alle regionali, mentre formeranno una lista consiliare Monica Sambo, Emanuele Rosteghin e Rocco Fiano.

«Non sono sbagliate le leggi che regolano in funzionamento del Consiglio comunale - afferma Pellicani - non è per questo che è mancato il dibattito con la maggioranza. Ci hanno escluso per motivi politici. Abbiamo depositato 868 atti ispettivi. Le risposte sono arrivate per qualche decina. L'opposizione è stata disprezzata e a causa di questo si è verificato l'annullamento del normale lavoro istituzionale». 

«L'assenza di confronto fra forze rappresentative della città è stato il risultato - anche secondo Pelizzato - di un analfabetismo istituzionale. Io stesso - ricorda -  da vicepresidente del Consiglio dopo aver provato per due anni a stabilire una normale dialettica politica sul merito, invano, ho rinunciato: il ruolo dell'opposizione è stato ignorato». «Come dimenticare il record di assenze del sindaco Brugnaro in Consiglio - dice Pellicani - Non si è visto neanche all'ultimo, svolto in streaming quando ormai anche in Parlamento da tempo le sedute avvengono in presenza. È mancato il confronto fra istituzioni anche - continua l'onorevole - nei momenti più critici come l'acqua granda o il Covid».

«Non è vero - come pensa la maggioranza - che le loro delibere non le abbiamo votate», afferma Fiano. Sono le nostre mozioni a non essere state mai considerate. La variante urbanistica del supermercato Alì del Lido, che avrebbe avvantaggiato il privato, dopo si è bloccata». In questi «anni di relazioni umane difficili - ricorda Faccini - ci hanno asfaltato. In ambito urbanistico tante altre delibere sono state fermate dai ricorsi. Ricordo il Forte di Sant'Andrea o il piano di recupero del villaggio Ca' Roman: sparite come il progetto del ponte a San Basilio».

«Dei Pili - dice Sambo - Brugnaro da sindaco aveva detto che non si sarebbe più occupato. Invece in campagna elettorale ha tirato fuori il progetto del palazzetto. Per farsi un'idea dello stato di sicurezza in città, cavallo di battaglia del sindaco - continua Sambo - basta vedere le notizie su via Piave o Marghera. Abbiamo il record di morti per eroina ed è venuto meno il lavoro degli operatori di strada, ma in compenso le prostitute vittime di tratta vengono multate con il regolamento di polizia urbana». Sambo si sofferma sulla «progressiva precarizzazione del lavoro, risultato degli appalti al ribasso anche nei servizi pubblici essenziali come i Musei Civici. Anagrafi chiuse, servizi per le biblioteche esternalizzati. L'asilo nido Conchiglia proprio qui dietro, pensato per i dipendenti comunali, quando ha perso iscrizioni poteva essere aperto alla cittadinanza. Invece dopo il tentativo di privatizzazione è stato chiuso».

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«È giusto mantenere i propri ruoli nel dibattito politico, ma è proficuo discutere sul merito delle cose. Quando è stato fatto, lo abbiamo riconosciuto - sostiene il consigliere Rosteghin - Le cose valide della maggioranza noi le abbiamo approvate, non abbiamo mai avuto un pregiudizio aprioristico ritenendo che siccome a presentarle era l'avversario politico allora dovevano essere escluse». Il problema non è dunque tecnico ma politico, dice il consigliere Fiano tornando alla proposta di riordino del mercato di Rialto. «L'avevamo presentata assieme al consigliere Maurizio Crovato - afferma - ma non è mai arrivata in Consiglio. Comunque il Covid ha avvantaggiato la maggioranza dando due mesi di tempo in più di consiliatura per approvare provvedimenti che non avrebbero visto la luce». «Ci sono città con governi di destra - concludono Sambo e Pellicani - che hanno riunito tutti i gruppi consiliari per la gestione della situazione straordinaria della pandemia. Venezia ha fatto eccezione anche su questo», concludono.

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