Bonifiche e marginamenti: «Ora tocca alla Regione»

Sui 2 mila ettari da risanare a Porto Marghera torna l'onorevole Nicola Pellicani. Marginamenti: «Ottocento milioni già avuti dalle imprese. Se non verranno conclusi potrebbero rivalersi»

Porto Marghera, archivio

Question time alla Camera, l'onorevole veneziano del Pd Nicola Pellicani è tornato a parlare di bonifiche e marginamenti a Porto Marghera in commissione Ambiente alla Camera, mercoledì 13 febbraio. «La Regione deve impegnare ancora 10,7 milioni, fondi già ricevuti dal governo nell'ambito degli interventi di marginamento, pari a complessivi 76.931.206,25 euro.. Serve uno sforzo maggiore da parte del governo per affrontare il tema del risanamento dei suoli di un'area industriale di oltre 2 mila ettari». Un tema che secondo il deputato va inserito all'interno della legge speciale. 

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Il governo ha annunciato la disponibilità di ulteriori 102 milioni per i marginamenti delle macroisole dell'area Sin (siti di interesse nazionale), che saranno definiti a breve da un accordo di programma. Il tema delle bonifiche è punto di partenza per progettare lo sviluppo futuro della città. In particolare «è urgente concludere gli interventi di messa in sicurezza per assicurare il contenimento degli sversamenti in laguna. Non va dimenticato che gli oltre 800 milioni di euro già spesi sono risorse che lo Stato ha ricevuto dalle aziende a titolo di risarcimento per i danni ambientali fatti in passato. Se l'opera non verrà conclusa queste imprese avrebbero probabilmente titolo per rivalersi nei confronti dello Stato, per aver chiesto loro un contributo “forzato”, senza poi realizzare l'intervento». Il cronoprogramma per la chiusura delle macroisole “Fusina” e “Nuovo Petrolchimico”, prevede che i lavori inizino quest'anno nella sponda Alcoa, mentre si concludano nel 2023 su quella lato Enel e darsena della Rana. Complessivamente è stato realizzato il 90% dei tratti, circa 38 chilometri, su 42 totali.

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