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Bortoluzzi (Fdi-An): città metropolitana, necessario articolare il Comune di venezia in più Comuni per consentire a tutti il diritto di voto

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Venezia, 3 aprile 2014 - comunicato stampa
Oggetto: approvata legge Delrio, nasce la città metropolitana: è necessario ora articolare il comune capoluogo in più comuni per consentire a tutti i cittadini dell'ex provincia di Venezia di eleggere (e non di subire) il nuovo sindaco metropolitano e il nuovo consiglio metropolitano.

Approvata definitivamente dalla Camera la legge Delrio, dall'1 gennaio 2015 la Provincia di Venezia diventa Città Metropolitana: per poter consentire però a tutti i cittadini dei 44 comuni della ex-provincia di eleggere direttamente questo autunno il sindaco ed il consiglio metropolitano è necessaria l'articolazione del comune capoluogo in più comuni, secondo un complesso meccanismo burocratico che ho intenzione di chiedere formalmente venga subito attivato.

Altrimenti d'ufficio il sindaco metropolitano sarà (senza esser eletto da nessuno) il sindaco del comune di Venezia e il consiglio metropolitano sarà formato solo da sindaci e consiglieri comunali in carica che si eleggeranno fra di loro.

La legge appena approvata, infatti, dice che lo statuto della città metropolitana può prevedere l'elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano con il sistema elettorale che sarà determinato con legge statale solo con la condizione necessaria che entro la data di indizione delle elezioni (previste entro il prossimo 30 settembre) si sia proceduto ad articolare il territorio del comune capoluogo in più comuni. A tal fine il comune capoluogo deve proporre la predetta articolazione territoriale, con deliberazione del consiglio comunale, adottata secondo la procedura prevista dall'articolo 6, comma 4, del testo unico. La proposta del consiglio comunale deve essere inoltre sottoposta a referendum tra tutti i cittadini della città metropolitana, da effettuare sulla base delle rispettive leggi regionali, e deve essere approvata dalla maggioranza dei partecipanti al voto. È altresì necessario che la regione abbia provveduto con propria legge all'istituzione dei nuovi comuni e alla loro denominazione ai sensi dell'articolo 133 della Costituzione.

Insomma, per non togliere il diritto di voto a tutti i cittadini veneziani e per non subire la "dittatura" (che sarebbe nefasta, dati i risultati ottenuti finora dall'amministrazione comunale del capoluogo) dell'attuale sindaco di Venezia, bisogna con uno sforzo corale e convinto correre contro il tempo e convincere della bontà della cosa la maggioranza dei consiglieri comunali di Venezia.

Pietro Bortoluzzi, portavoce provinciale di Fratelli d'Italia - Alleanza Nazionale
consigliere provinciale e municipale di Venezia

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