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Bortoluzzi (Fratelli d'Italia): "Ddl Delrio approvato, a rischio la democrazia e il futuro di Venezia con Orsoni commissario della provincia o sindaco nominato senza elezioni della nuova città metropolitana"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

"Non può non essere evidenziata la notizia dell'approvazione del Ddl Delrio su Province e Città Metropolitane, effettuata, con quasi tutte le opposizioni polemicamente fuori dall'aula, nella notte del sabato prima di Natale, da parte della Camera dei Deputati, grazie al voto di solo 277 parlamentari, quasi tutti del PD, che però, non dimentichiamolo, sono stati eletti in numero abnormemente superiore rispetto alla cifra percentuale conseguita nelle urne, a causa dell'effetto del premio di maggioranza del Porcellum, legge elettorale ora dichiarata incostituzionale.

In pratica, un esiguo numero di nominati con una legge elettorale incostituzionale ha fatto passare dalla Camera al Senato in tempo record e nottetempo con una legge ordinaria una profonda riforma di organi dello Stato previsti dalla Costituzione, che priverà del diritto di elettorato attivo e passivo i cittadini, nonostante il parere contrario della Consulta, della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato; e con la contrarietà di chi rappresentava più del 70% degli elettori nelle ultime elezioni. Evviva la democrazia!

Adesso manca ancora il passaggio in Senato: ma nel frattempo nella legge di stabilità gli stessi parlamentari, con voto di fiducia, hanno anche inserito comunque il commissariamento di tutte le province da giugno 2014. E questo per Venezia significherà un particolare rischio in più: prepariamoci, infatti, a trovarci Orsoni commissario della Provincia di Venezia e forse pure sindaco metropolitano nominato senza elezioni dal prossimo anno fino almeno al 2017. Nonostante il Comune di Venezia guidato dal centrosinistra del sindaco Orsoni viaggi con un milardo e cento milioni di deficit consolidato e con un disavanzo sul patto di stabilità ad oggi di 112 milioni di euro, mentre l'amministrazione provinciale di centrodestra negli ultimi quattro anni ha risanato l'ente ed ha chiuso in modo virtuoso i suoi conti nel 2013, lasciando in eredità per il prossimo anno, grazie a quanto guadagnato con le azioni Save (le stesse che invece il Comune ha svenduto), anche molti investimenti su settori fondamentali per i cittadini, come l'edilizia scolastica e la viabilità.

Fa tremare l'ipotesi di veder esteso su tutto il territorio provinciale, o peggio ancora a livello di PaTreVe, l'attuale stile amministrativo del centrosinistra veneziano, senza il voto dei cittadini, attraverso un commissariamento deciso da una sparuta pattuglia di parlamentari del PD, eletti con un premio di maggioranza anticostituzionale. Se così fosse, inizierò, da quando sarà approvata la nuova legge anche in Senato, a raccogliere le firme dei cittadini veneziani per chiedere da un lato le dimissioni di Orsoni, dall'altro anche l'articolazione del comune di Venezia in più comuni, per poter far scattare così l'unica possibilità prevista dalla nuova legge di eleggere col voto di tutti i cittadini gli organi metropolitani. Chissà se riuscirò a raccogliere le firme di più della metà degli aventi (anzi, degli ex-aventi) diritto al voto? Altrimenti scoprirò che a Venezia alla maggioranza dei residenti continua a piacere il modo nel quale si è governato da vent'anni a questa parte, e si ritiene superfluo fare le elezioni, preferendo nominati e commissari..."

Pietro Bortoluzzi, consigliere provinciale e municipale di Venezia di Fratelli d'Italia

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