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Bossi indagato, Zaia: "Fiducia nella giustizia, chi ha sbagliato pagherà"

Il governatore dopo aver appreso dalle agenzie dell'avviso di garanzia notificato al Senatùr: "Mi sembra di capire che ciò rappresenti l'epilogo di tutto quello che si è letto in queste settimane"

"Anche in questo caso, alla fine di questo percorso, se saranno riconosciute responsabilità chi ha sbagliato dovrà pagare". Lo dichiara il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, subito dopo aver appreso la notizia della notifica di un avviso di garanzia a Umberto Bossi, indagato per truffa ai danni dello Stato per un importo di 18 milioni di euro assieme all'ex tesoriere Francesco Belsito. Raggiunti da un avviso di garanzia anche i due figli di Bossi.

"Mi sembra di capire che questi eventi rappresentino l'epilogo di tutto quello che si è letto in queste settimane - commenta il governatore - Personalmente ho sempre avuto e ho estrema fiducia nella magistratura, che è l'unica titolata a celebrare i processi e quindi a verificare e accertare la verità all'interno delle uniche sedi deputate, ovvero i tribunali".


Il Senatùr, indagato dalla procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega Nord, risponde come legale rappresentante del partito in quanto firmatario dei rendiconti che portano all'erogazione dei rimborsi elettorali. Nei confronti del leader del Carroccio, a differenza dei suoi due figli, da quanto si è saputo, non c'é alcuna contestazione che riguarda presunte spese personali. (Ansa)

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