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Bretella per l'aeroporto, Pellicani: «Progetto destinato a violentare il quadro ambientale»

I consiglieri comunali Sambo e Baglioni sul collegamento a cappio: «Serviva il coraggio di ascoltare il territorio e cambiarlo». Sarà a binario unico, riservato ai treni regionali, e avrà una lunghezza di 8 chilometri di cui 3,4 in galleria

La Bretella di collegamento con l'aeroporto Marco Polo di Venezia rimarrà a binario unico, in base alle ultime modifiche al progetto stabilite dal Consiglio dei ministri di giovedì scorso. «Sarà riservata a treni regionali e avrà una lunghezza di 8 chilometri, di cui 3,4 in galleria, compresa la stazione interrata - spiega il parlamentare del Partito Democratico veneziano, Nicola Pellicani -. La stazione a cappio avrà una superficie di 10.600 metri quadri, sarà disposta su due piani (di cui uno locale tecnico) a -11 metri di profondità con fondazioni e sottofondazioni fino a -33 metri, con una lunghezza di 400 metri e una larghezza media di 26,5. Il progetto, come si presenta, sarà oggetto di ricorsi e contro contro-ricorsi», afferma Pellicani.

L'impatto paesaggistico

Il consiglio dei ministri ha eliminato il passaggio dei convogli ad alta velocità, «che comunque non è escluso venga riconsiderato in corso d’opera, dal momento che la scelta del “cappio” era strettamente legata a quei treni. Una stazione a binario unico in galleria fa entrare in crisi l’intero nodo, in caso di avaria della motrice e d'intervento di recupero dell’intero convoglio - commenta l'onorevole - Il mini-dossier di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) in Consiglio dei ministri lascia intatte le ragioni dell’opposizione a un progetto destinato ad avere un impatto ambientale elevatissimo, soprattutto sul piano idrogeologico di un’area fluviale perilagunare, previsto a poca distanza da un sito Unesco, ma anche per il centro abitato di Tessera, soffocato dall’opera».

Il "business"

Il costo dell'opera è pari ai 425 milioni previsti, di cui 50 a carico di Save e 25 di Enac. «La convenzione, misteriosa, non l'ha mai vista nessuno - dice Pellicani - Con il particolare che Save rientrerà della sua quota mettendo a disposizione le aree per i cantieri e la movimentazione-dispersione delle terre: un business enorme. Non si capisce perché il ministero, cioè lo Stato, non abbia preso in considerazione di usare per il cantiere i terreni del Casinò controllato dal Comune, che sono sempre lungo la traiettoria del progetto. In tal modo avrebbe potuto valorizzare le aree di una casa da gioco rimasta chiusa per mesi durante la pandemia. Poche speranze per i tre immobili di pregio di Ca’ Litomarino. I binari li spazzeranno via: Rfi promette che si valuterà in corso d’opera di mitigare l’impatto, ma non si vede come».

Oltre le Olimpiadi di Cortina

Quanto all’impatto paesaggistico e visivo, per l'onorevole del Pd, i ristori non potranno mitigarlo in quello che è sempre stato un angolo di pace. «In realtà - prosegue - uno dei motivi per cui i binari correranno per 3,4 chilometri in galleria è per lasciare campo libero in superficie alla seconda pista dell’aeroporto, che potrebbe radere al suolo Ca’ Noghera e le zone limitrofe passando anche sopra all’area archeologica di Quarto d’Altino. È noto che il “califfo” dell’aeroporto punta a quello, sempre che resti alla Save anche nei prossimi anni. È certo, ed è scritto nero su bianco, che la bretella non sarà pronta per le Olimpiadi di Cortina. Serviranno più tempo e molti più soldi per un intervento che in piena stagione di transizione ecologica è destinato a violentare il quadro ambientale. Saremmo più che contenti di un buon servizio Sfmr assicurato, che è esattamente quel che serve all’aeroporto, alla città e alla comunità».

I consiglieri comunali del Pd

«Da anni chiediamo al Comune e al Ministero che si avvii un confronto partendo dal territorio, ma purtroppo così non è stato - commentano la capogruppo del Pd in Consiglio comunale Monica Sambo e il consigliere Alessandro Baglioni - Il mantenimento del cappio a Tessera conferma una scelta sbagliata e inutile, estremamente impattante dal punto di vista ambientale e per le abitazioni, ed è la scelta più costosa in un momento in cui le risorse pubbliche dovrebbero essere utilizzate al meglio e per progetti sostenibili. Le responsabilità sono dei ministeri ma anche del sindaco che ha sposato subito il nuovo progetto. Con il via libera del Consiglio dei ministri non è arrivata alcuna notizia di correttivi risolutivi per gli abitanti di Dese, della borgata di Ca' Litomarino e della zona di via Bosco Costa. Serviva il coraggio di ascoltare il territorio e rivedere le scelte, per trovare un progetto compatibile con ambiente, territorio e abitazioni. Ora chiediamo che il Comune si attivi affinché al più presto sia organizzato un confronto con il commissario straordinario della ferrovia Vincenzo Macello e con gli enti competenti, per avere contezza dei dettagli del progetto approvato e delle possibilità ancora aperte per affrontare le questioni poste, al fine di tutelare i residenti e l'ambiente».

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