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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Politica

Brugnaro ai parlamentari: "Cambiate il Patto", si lavora per la Legge speciale

Faccia a faccia lunedì tra sindaco e deputati e senatori veneziani. Dal Pd si chiede maggiore collegialità. A marzo attesa una possibile riforma dei vincoli di bilancio degli enti locali

Un faccia a faccia dibattuto, oltre che partecipato. A dimostrazione che le sorti di Venezia sono una preoccupazione bipartisan, a livello locale e nazionale. Nel primo pomeriggio di lunedì il sindaco Luigi Brugnaro ha incontrato a Ca' Farsetti i parlamentari veneziani per discutere dei noti problemi di bilancio che attanagliano le casse comunali. Come uscirne? Il primo cittadino in primis ha spiegato quanto fatto fino ad ora in termini di tagli, risparmi e incremento di entrate. Ma la consapevolezza è che non basta: le sanzioni derivanti dall'ennesimo sforamento del patto di stabilità sono una montagna impossibile da scalare senza un aiuto "romano". "E' necessario cambiare i parametri", ha dichiarato Brugnaro.

Questo il motivo principale per cui senatori e deputati (tra loro Renato Brunetta, Mario Dalla Tor, Marco Da Villa, Michele Mognato, Davide Zoggia e Delia Murer, oltre che il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta e il viceministro dello stesso dicastero, Enrico Zanetti), sono stati convocati in laguna. L'obiettivo è creare una sorta di "lobby" che possa andare al di là delle divisioni partitiche per lavorare a due obiettivi principali: riformare le caratteristiche generali del Patto di stabilità (un progetto del governo c'è e potrebbe vedere la luce a marzo) e riuscire finalmente a trovare la quadra per la riforma della Legge speciale, di cui in Parlamento esistono proposte diverse. Se sarà possibile si lavorerà di cesello tra tecnici di Camera e Senato, in modo da presentare in Aula una versione univoca della legge, dal conseguente maggiore peso specifico. I parlamentari di centro-sinistra, però, hanno sottolineato come ci sia la necessità di una maggiore collegialità nelle decisioni prese sul territorio, ascoltando ad esempio i pareri di municipalità e Consiglio comunale.

In ogni caso sono anni che si parla di riuscire a far comprendere a Roma la "specificità veneziana": i presenti alla riunione a Ca' Farsetti si sono lasciati proprio con questo intendimento, non semplice. Riguardo la riforma del Patto di stabilità, il nemico principale è la lentezza della burocrazia. O meglio, come spiegato ai presenti dal sottosegretario Baretta, per riuscire a portare in porto una riforma generale dei parametri del patto di stabilità serve poter contare su dati di bilancio precisi di tutti gli 8mila Comuni italiani. Solo allora (si presume comunque entro marzo) si potrà iniziare a parlare di una riforma concreta che Venezia aspetta da spettatrice più che interessata. 

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