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"Il governo chiuda le partite, altrimenti in campagna elettorale mi farò sentire" VD

Altolà del sindaco Brugnaro nei confronti dell'Esecutivo: "Sono fiducioso. Ma serve chiarezza su chi gestirà il Mose e le acque lagunari. La cabina di regia deve rimanere in città"

"Ora è il momento di chiudere le partite, altrimenti in campagna elettorale sarò il primo che dirà che le cose non le hanno fatte". L'altolà al governo arriva dal sindaco Luigi Brugnaro, che venerdì mattina si è detto "fiducioso" sulla consapevolezza dello Stato sulla necessità di misure urgenti per garantire la manutenzione del capoluogo lagunare. Oltre che sulla volontà di trovare la quadra sulla futura gestione e salvaguardia della laguna e del Mose.

Il 7 novembre data "clou"

Tutte questioni ancora sul tavolo, in attesa che il prossimo 7 novembre il ministro per le Infrastrutture, Graziano Delrio, non annunci l'itinerario alternativo al canale della Giudecca scelto dall'Esecutivo per le navi da crociera, che transiteranno per il canale Vittorio Emanuele. Le più grandi, poi, potranno contare su due piattaforme a Porto Marghera. Ma su gestione del Mose e salvaguardia di canali e rii è tutto in discussione.

Partite da chiudere

"Siamo in una fase quasi pre-elettorale - ha sottolineato il primo cittadino - speriamo di chiudere le partite prima della fine del mandato del governo. Ora è il turno di Venezia, altrimenti durante la campagna elettorale ci sarà qualcuno che dirà che le cose non le hanno fatte. E io sarò il primo in lista". Il titolare di Ca' Farsetti chiede chiarezza sulla competenza sulle acque lagunari (che una legge proposta dal deputato Pd, Andrea Martella, attribuisce alla Città metropolitana) e sulla futura gestione del sistema di paratoie mobili: "Quest'ultima andrà di pari passo con la gestione dell'Ufficio maree, che per ora viene mantenuto dal Comune - spiega Brugnaro - Bisogna finire l'opera e vanno pagate le imprese per i lavori che hanno fatto, ma soprattutto dobbiamo dire a tutti come saranno fatte le manutenzioni e come sarà gestito il Mose. Non deve essere deciso altrove - ha puntualizzato - la cabina di regia va mantenuta in città, mi pare evidente".

Ombre sui cantieri del Mose

Sullo sfondo il braccio di ferro tra la Mantovani e i commissari del Consorzio Venezia Nuova per 20 milioni di euro che mancherebbero all'appello (ciascuna delle parti in causa tira l'acqua al proprio molino) con conseguente rischio di stop ai cantieri. Ma nell'affermare che "le competenze idrauliche che hanno le imprese vanno tutte salvate", il primo cittadino indica anche la difficile situazione che coinvolge Thetis, con una quarantina di lavoratori che rischiano il posto. Proprio giovedì quest'ultimi hanno consegnato una lettera-appello al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, il quale ha rassicurato sull'impegno che il governo metterà anche in questa partita. Ma il conto alla rovescia prima della campagna elettorale è già scattato.
 

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