Il sindaco Brugnaro a Quarta Repubblica: «Con Zaia diciamo che il Dpcm andava gestito meglio»

Il primo cittadino: «Il governo chiude e promette i soldi che non ha. Generosità gratuita e beota sulle spalle degli altri. Su queste manovre non sono state sentite neppure le categorie»

Il sindaco Brugnaro

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro lunedì sera ha partecipato come ospite a Quarta Repubblica, programma di approfondimento di Rete 4. È intervenuto, tra le altre cose, per sottolineare la difficoltà con cui le città d'arte stiano vivendo il nuovo Dpcm del governo Conte. «La salute e la libertà sono due facce della stessa medaglia - dice il sindaco - Non so come fa il governo a rispettare la libertà dei cittadini senza ascoltarli. Ho avuto una riunione con il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, che conosco da tempo, è stata prefetto a Venezia, eppure non c'è alcun rapporto con le strutture governative su queste manovre maledette».

Brugnaro alla "cena delle 5" al PalaPlip

«Se avrei chiuso i locali alle 18? No di certo - continua il sindaco -. Abbiamo le risorse per gestire l'emergenza, a cosa serve chiudere gli esercizi la sera? Forse il virus contagia a cena e non a pranzo? Io avrei dato la responsabilità ai cittadini, chiudendo le attività che non rispettavano le regole e lasciando lavorare gli altri. Diamo poche indicazioni semplici, sennò i cittadini che cercano sicurezza e non sanno cosa fare e se hanno poche linee di febbre tutti vanno all'ospedale. Se chiudiamo tutti poi, dove andiamo a mangiare? Il governo dice che farà i ristori ma i soldi non ce li ha. Questa generosità gratuita e beota la pagheranno gli altri, sempre i soliti noti. Stiamo facendo le nozze con i fichi degli altri», afferma ancora Brugnaro e il conduttore gli dice: «Lei è un fiume in piena».

Trasporti e protezione individuale

Durante il lockdown, «avevamo nei trasporti pubblici cento milioni in meno di incassi, i soldi dei biglietti dei turisti. Ho cercato di spiegarlo ai ministri, ma nessuno mi ha dato ascolto e a livello locale, visto che l'opposizione è una struttura di partito, dicevano di aumentare i mezzi, le corse, il personale, mentro io facevo di tutto per lesinare. Non ho avuto una mascherina dal governo - attacca -. Me le sono procurate perché ho degli amici in Cina, e sono andato a Malpensa a prenderle - afferma il primo cittadino - Con Zaia - continua - stiamo dicendo che il Dpcm andava gestito meglio. Prima di fare cose del genere devono sentire le categorie. In Comune abbiamo più del 40% di dipendenti in smart working, ma cerchiamo di ruotarli; anche lì stiamo attenti a non ghettizzare perché per le donne restare sempre a casa può diventare un problema».

Cosa dice l'opposizione a Venezia

Sul «silenzio» del sindaco è intervenuto a distanza il Partito Democratico. «In molti si stanno chiedendo dove sia finito in questi giorni in cui stanno aumentando focolai e ricoveri nel Comune di Venezia. Ospedali e rsa di nuovo pieni. E poi focolai in Veritas, tra la polizia municipale e i vigili dei fuoco, ma anche nelle scuole, non solo superiori, ma anche d'infanzia. E mentre i residenti si sentono sopraffatti dalla situazione, l'autorità sanitaria del Comune si dilegua. Speriamo si occupi di chi a Venezia vive e lavora, informando i cittadini sulla situazione effettiva di focolai e contagi, chiedendo alla Regione di incrementare i trasporti, di garantire la sicurezza nelle scuole comunali. Di fare tutto il possibile per fare in modo che l'emergenza passi in fretta, in modo che queste restrizioni abbiano un senso: quello di prevenire un lockdown più lungo e rigido che avrebbe effetti ancor più deleteri».

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