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"La fase d'emergenza della città non è finita, per questo serve un secondo mandato"

L'ha dichiarato il sindaco di Venezia, Brugnaro: "Non mi interessano i posti da ministro o da sottosegretario. Ho preso un impegno con i veneziani, se non mi rieleggono andrò a casa"

"Mi è sembrato un po' come voler calciare la palla in tribuna. Se mettevano Giorgetti come ministro e prendevano il professore Savona come consulente non cambiava niente, e andavano lo stesso a battere i pugni sul tavolo in Europa. Solo che la tribuna è l'intera nazione, attenzione ad accendere certi fuochi". Parola del sindaco Luigi Brugnaro, che si professa innamorato della politica, ma non delle poltrone: "A me piace dare consigli, ma non mi piacciono le cariche come ministro o sottosegretario. Io sto bene qua", ha dichiarato lunedì pomeriggio, quando a Roma la situazione era in deciso fermento: "E' giusto che si torni a votare ora - ha continuato il titolare di Ca' Farsetti - io prima avrei dato l'incarico a Salvini, ma non si può attaccare il presidente della Repubblica. Non si può mettere in dubbio la sua istituzione".

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Sindaci preoccupati

Posizione "garantista" di Brugnaro, nella consapevolezza però che se continua così i sindaci italiani avranno tante gatte da pelare: "Mi chiedo cosa rimarrà del nostro Paese dopo la prossima campagna elettorale - ha dichiarato il sindaco - I sindaci sono un presidio democratico importante e penso che se la situazione peggiora potremmo trovarci tutto sulle nostre spalle. Siamo preoccupati, perché il rischio Grecia non è impossibile". Fare il sindaco di questi tempi potrebbe essere sempre più difficile: "Io penso a un possibile partito trasversale del lavoro, oramai i partiti non contano - ha sottolineato - e questo discorso sta prendendo piede anche a livello europeo. Io non ho tessere e credo che ora l'alleanza di centro-destra sia più credibile, ma si possono ridiscutere molte cose anche sulla base di progetti diversi. Le dichiarazioni di Di Maio non mi sono piaciute, anche se ero incuriosito dal governo giallo-verde...".

"Se non mi rieleggono vado a casa"

Parole da spettatore privilegiato (e interessato) su ciò che sta accadendo nei palazzi del potere romani: "Io resto qui - ha concluso Brugnaro - se mi rieleggeranno bene, sennò vado a casa se c'è uno migliore. Io mi sono candidato perché era un momento d'emergenza per la città". Una parentesi che per il titolare di Ca' Farsetti non si è ancora conclusa: "Per questo serve un secondo mandato - ha concluso - Ho preso un impegno con i veneziani. L'emergenza si chiuderà quando non solo avremo sistemato il bilancio, come del resto abbiamo fatto, ma quando avremo fatto partire una serie di opere a Porto Marghera, incastrando tutta una serie di progetti che abbiamo in piedi in città".

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