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Brugnaro: «Dialogo diretto con il nuovo governo per la sicurezza a Mestre»

Il sindaco riepiloga le priorità per la città. «Venezia è uscita più forte dalle elezioni. Chiederemo più poteri agli organi locali per combattere i reati minori»

Il decoro e la sicurezza sono i temi più urgenti da affrontare a Mestre, assieme alle difficoltà economiche legate all'impennata dei prezzi e dei costi energetici. Il sindaco Luigi Brugnaro ne ha parlato questa mattina in occasione della cerimonia dell'alzabandiera per le celebrazioni di San Michele Arcangelo, patrono della città. Brugnaro si dice «contento» di come sono andate le elezioni perché «convinto che ora Venezia conti più di prima» e che il nuovo governo «ci aiuterà», in particolare, appunto, nell'ambito della sicurezza urbana. A Mestre è una priorità, considerato che alcune zone - a partire dal quartiere Piave, a ridosso della stazione - soffrono quotidianamente per la presenza di spacciatori e per i frequenti episodi di violenza.

«Ho sentito Giorgia Meloni - ha spiegato il sindaco - e crediamo che il futuro governo possa aiutarci. A Mestre abbiamo fatto un lavoro enorme in questi anni, ma ci sono delle aree dove ancora non siamo riusciti a risolvere i problemi. In via Piave, via Carducci, via Cappuccina, non riusciamo a vincere la sfida del malaffare, dell'incuria, della supponenza. Arrestiamo i delinquenti, subito dopo vengono messi in libertà. Ci sono persone che abbiamo arrestato 18 o 19 volte, immediatamente scarcerate. C'è un senso di impotenza».

Per Brugnaro è un problema che riguarda tutte le città italiane. «Dopo la pandemia alcuni sono impazziti, le città sono state aggredite da sbandati di ogni genere. Non abbiamo incentivato il lavoro, c'è la droga, lo spopolamento». Per questo «chiedo che il nuovo governo sia sensibile, con più uomini e con qualche modifica legislativa utile a combattere i reati minori e a mantenere il decoro. Per mettere un freno agli ubriachi, a chi fa pipì sulle case, a chi imbratta i monumenti. Vanno perseguiti e messi in cella per qualche giorno. È necessario dare poteri penali al giudice di pace. Sono modifiche minime che non costano niente».

Il risultato di Coraggio Italia, dice il sindaco, «è stato deludente, me ne assumo la responsabilità. Però adesso siamo nella compagine che ha vinto le elezioni: possiamo dialogare con il governo, abbiamo una rilevanza nazionale che non abbiamo mai avuto. Il mio 2% conterà». L'obiettivo, ora, è «avere interlocuzioni con i singoli ministri», per affrontare uno per uno tutti i temi locali: non solo la sicurezza ma anche le questioni della salvaguardia di Venezia, l'Autorità per la laguna, le bonifiche, lo spopolamento.

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