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Brugnaro show: "Dobbiamo salvare tutti la città, voglio Putin in laguna"

Nessuna marcia indietro sulla vendita dei quadri per risanare il bilancio. Si vogliono portare qui i grandi della Terra: "Perché il mondo ci ascolta"

"Prima di morire guardando un quadro, vendo il quadro". Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro tira dritto: le critiche del ministro dei Beni culturali Dario Franceschini non l'hanno indotto alla retromarcia. Anzi. Che Ca' Farsetti stia valutando di mettere all'asta alcune opere "poco veneziane" è stato ufficializzato venerdì pomeriggio da una nota dell'amministrazione, e sabato mattina, durante un incontro con la cittandinanza di sindaco e Giunta per illustrare i primi cento giorni di governo della città, Brugnaro ha rilanciato: "Se devo vedere un bambino che si trova l'acqua sul banco a scuola perché cade dal tetto o le biblioteche senza carta igienica, oppure se devo fare il cattivo, preferisco vendere i quadri". Ci si prepara dunque a un lungo dibattito in città, tra favorevoli e contrari. Tra chi dice "meglio un quadro che comunque finisce in un museo piuttosto che un palazzo che poi diventa un albergo" e chi invece afferma che "la cultura non si tocca" (TUTTI I DETTAGLI)

Tant'è. Il bilancio piange e il sindaco non ha perso tempo per sottolinearlo sabato: "Se dovessimo guardare ai numeri c'è da suicidarsi", ha dichiarato. Perché "il disavanzo è di 72 milioni di euro, ripartito in 28 esercizi". E la fine dell'anno si avvicina, con il sempre più probabile (ed ennesimo) sforamento del patto di stabilità. "La situazione è pericolosa per la stessa tenuta civile - ha sottolineato Brugnaro - qui o la città diventa tutta meravigliosa o non si salva nessuno". Subito arriva la risposta alla critica principale nei confronti della nuova amministrazione lagunare: "Non è vero che non abbiamo fatto nulla - continua il primo cittadino - a testimoniarlo ci sono 97 delibere tra Giunta e Consiglio, 542 determine dirigenziali, 324 ordinanze sindacali e dirigenziali. In totale sono 963 atti. Dietro al fumo c'è anche l'arrosto". Torna a far capolino la polemica sui libricini gender, e viene ribadita la contrarietà di Brugnaro all'utero in affitto. Dibattiti che hanno avuto eco internazionale, cui il sindaco non intende sottrarsi: "Perché il mondo ascolta Venezia. Se qualcuno ci provoca sappia che avrà risposta. Ogni paletto che ci pianteranno sappiano che noi ci andremo sopra". 

Fatto sta che i problemi sono ben più concreti in questa fase: ci sono i soldi per le manutenzioni in centro storico che mancano e servizi che rischiano di essere tagliati. "Risolveremo il problema con i dipendenti comunali - ha dichiarato - mi vergono se una lavoratrice con 30 anni di anzianità prende 950 euro al mese". Oltre all'ingresso a pagamento in area marciana, la ricetta sembra proprio quella di mettere all'asta "opere d'arte moderna che fanno parte del nostro patrimonio. Punto. Franceschini ha detto che stavo scherzando, ma io non lo sto facendo. Abbiamo seicento case che sono chiuse perché non abbiamo i soldi per metterle in sesto, i soldi dei quadri andrebbero proprio su questo. A chi ha bisogno. Ci sentiamo messi da parte, ma poi quando dobbiamo pagare siamo sempre i primi. Questa cosa deve finire". In questa ottica sono continuati gli attacchi al sottosegretario ai Beni culturali Ilaria Borletti Buitoni ("che pontifica su Venezia abitando a Milano, abbia l'umiltà di venire a parlarne anche con il sindaco") ed è arrivata anche una frecciata al primo cittadino dimissionario di Roma Ignazio Marino ("aveva detto che se vinceva Casson i rapporti con la Capitale sarebbero stati più stretti, pensa che culo... Ci è andata bene in tutti i sensi"). 

L'intento è di far tornare Venezia vetrina nel mondo. Luogo di incontro e di dibattito. Dopodiché si vedrà se l'operazione riuscirà. In questo senso si inscrive il summit internazionale di Palazzo Ducale del 16 ottobre sull'innalzamento dei mari con il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Si discute e si intrecciano relazioni. "La partecipazione delle grandi città estere alla Regata Storica è lo stesso concetto - ha detto Brugnaro - fare venire qui affaristi e avvocati. Farli girare in laguna e terraferma, magari con servizi che funzionano. Far tornare Venezia capitale mondiale". Ci sarebbe anche il disegno di riuscire a convincere Vladimir Putin ("e dobbiamo ringraziare Silvio Berlusconi per  questo") a venire in laguna per una conferenza di pace. Si vedrà. Intanto l'intento è chiaro: riportare Venezia al centro della scena.  

In platea il nuovo presidente del Venezia Calcio Joe Tacopina, che ha promesso la serie A in pochi anni ai tifosi, oltre che il nuovo stadio: "Lui è la persona che ha portato l'anno scorso il Bologna in serie A, questo signore di calcio se ne intende - l'ha salutato il sindaco - Ha messo risorse sue, ha capito che soldi qui non ce n'erano". Sport, investimenti e futuro sono concetti che vanno di pari passo per il titolare di Ca' Farsetti. Cui si lega anche un altro grande indotto per la città: la cultura, che attrae turismo. La ricetta, però, è di far sì che grandi eventi come la Mostra del Cinema o la Biennale tornino vicino al cittadino: "Ho chiesto che i leoni della Biennale vengano distribuiti in futuro in tutto il territorio cittadino. Ci credo. Io penso anche a una rassegna cinematografica con pellicole comiche. Qui non ride più nessuno. Con film italiani - ha affermato - Nella Biennale Architettura ci sarà la possibilità di presentare i propri progetti per la città. Il cittadino torni protagonista, vogliamo disegnare noi il nostro futuro". Anche accogliendo eventuali idee delle passate amministrazioni: "Il disegno di Gianfranco Bettin (ex assessore all'Ambiente, ndr) di costituire il parco Moranzani è molto buono. Lo faremo. E lo dedicheremo ad Elton John". 

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