Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Cacciari: «Pazzesco che sia Zuckerberg a silenziare Trump. Serve un'autorità politica»

I messaggi di Trump sono «osceni», dice l'ex sindaco di Venezia, ma il fatto che sia un imprenditore a stabilirlo «è il sintomo più inaudito del crollo delle democrazie»

«C'è un problema di fondo, che è al di là e al di fuori di Trump. È inaudito che imprenditori privati possano controllare e decidere loro chi possa parlare alla gente e chi no. Doveva esserci un'autorità ovviamente terza, di carattere politico che decide se qualche messaggio che circola in rete è osceno, come certamente sono quelli di Trump». È l'opinione di Massimo Cacciari, filosofo, professore ed ex sindaco di Venezia, che interviene con l'Adnkronos sulle polemiche che ha suscitato l'eliminazione dei post di Trump da parte di Facebook, Twitter e Youtube l'altra sera nel corso degli scontri in Campidoglio.

«Che sia l'imprenditore a farlo, che è il padrone di queste reti, è una cosa semplicemente pazzesca. È uno dei sintomi più inauditi del crollo delle nostre democrazie. Non c'è dubbio alcuno. Perché come oggi è Trump, domani potrebbe essere chiunque altro, e lo decide Zuckerberg», incalza Cacciari. Che spiega meglio nel merito: «Dovrebbe esserci una forma di autorità politica (esattamente così come c'è l'Autorità per concorrenza, per la privacy) che decide "questi messaggi in rete sono razzisti, sono sessisti, incitano alla violenza" e così via. E tu, Zuckerberg, li devi cancellare. Cioè deve essere l'autorità che dice a Zuckerberg cosa cancellare, invece qui è lui che decide. È una cosa dell'altro mondo».

Attacco alla democrazia

Dopo l'assalto al Campidoglio diverse istituzioni locali hanno espresso parole di condanna a Trump, tra cui il presidente del Veneto, Luca Zaia: «Per noi gli Stati Uniti sono la culla della democrazia e credo che questo sia un attacco alla democrazia - ha dichiarato ieri nel consueto punto stampa - perché non si accetta il risultato elettorale. Il primo della classe non può permettersi di fare quello che farebbe l'ultimo, passa l'idea che tutto sia possibile, scene del genere le abbiamo viste l'ultima volta in Libia. Io sono vicino al popolo americano, credo che la democrazia debba avere il suo corso, è un fatto di rispetto. L'immagine degli Stati Uniti ne esce devastata e credo che Trump debba fare dichiarazioni che vadano in senso opposto a quello che è successo, abbiamo noi amministratori l'obbligo di indicare la via, e non deve essere la via che porta al burrone».

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