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Canoni per il posto barca, il salasso "rientra" con la legge di Stabilità

Il Governo ha messo nero su bianco che i costi rimangono invariati dal 2009 al 2020, Istat permettendo. Stanziati anche 401 milioni per il Mose

Niente stangata per il posto barca in laguna. La legge di Stabilità, infatti, accorre in soccorso di quanti negli ultimi mesi si erano visti recapitare parcelle salatissime. Somme di migliaia di euro per saldare le annualità del proprio posto acqueo. Ora l'emergenza rientra, visto che nella rimodulazione delle tariffe (i cui canoni rimarranno in vigore fino al 2020) si dovrà tenere conto dell'adeguamento Istat. Ma niente importi "mostruosi", com'era stato in precedenza. I detentori di spazi acquei avevano a disposizione una proroga per pagare le annualità 2012 e 2013, in attesa che la questione venisse chiarita.

"Il Magistrato delle acque di Venezia determina, d'intesa con l'Agenzia del demanio, entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, i canoni per le concessioni di aree e pertinenze demaniali marittime nella laguna di Venezia, esclusi gli ambiti portuali di competenza di altre autorità - si scrive nella legge di Stabilità - La determinazione del canone contenuta nei provvedimenti di concessione rilasciati dal Magistrato delle acque di Venezia fino al 31 dicembre 2009 resta ferma fino alla scadenza della concessione e comunque non oltre il 31 dicembre 2020".

Nella "ex Finanziaria" si autorizza anche la spesa di 401 milioni di euro (divisi in 151 milioni di euro per il 2014, in 100 milioni di euro per il 2015, in 71 milioni di euro per il 2016 e in 79 milioni di euro per il 2017) per consentire la prosecuzione "immediata" dei lavori del Mose e la sua conclusione.

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