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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
Politica Giudecca / Fondamenta Ponte Piccolo

Canossiane, via libera alla variante: sarà quartiere residenziale di lusso

Previste 12-15 unità abitative di diverse dimensioni, la riqualificazione degli edifici esistenti e degli spazi scoperti con la possibilità di realizzare specchi d’acqua, anche per la balneazione

Il Consiglio comunale ha approvato la variante per la riqualificazione dell’ex-Istituto delle Canossiane alla Giudecca, in Fondamenta Ponte Piccolo: 19 i voti favorevoli, 11 contrari, un astenuto. Via libera alla realizzazione di un compendio residenziale di lusso. Nel 2003 il complesso era stato abbandonato ed è rimasto inutilizzato e in avanzato stato di degrado negli anni a seguire. Il progetto di massima ora prevede la riqualificazione degli edifici esistenti e degli spazi scoperti, e la creazione di 12-15 unità abitative di diverse dimensioni.

Specchi d'acqua per la balneazione

L'assemblea di Ca’ Farsetti ha provveduto ad accogliere un'osservazione presentata dai progettisti modificando di conseguenza il contenuto della variante urbanistica, per quanto riguarda la possibilità di realizzare impianti tecnologici interrati, la sistemazione delle aree scoperte, la possibilità di realizzare specchi d’acqua, anche per la balneazione, negli spazi scoperti. L'ambito oggetto della variante urbanistica riguarda un compendio costituito da sette unità edilizie di circa 2 mila metri quadri complessivi ai quali si aggiungono ulteriori 620 metri quadri di spazi esterni di pertinenza, pavimentati e a giardino. Il tutto costituiva una delle sedi veneziane dell’Istituto religioso femminile delle Figlie della Carità (dette anche Canossiane) che nel corso del Novecento, oltre ad essere un convento, vide, in una porzione, la scuola materna e, successivamente, l’ostello per la gioventù.

Il recupero dell'originalità dei luoghi

La Variante urbanistica prevede: la rimozione dello standard “aree attrezzature di quartiere-attrezzature per l’istruzione”, l’approvazione di una nuova scheda urbanistica che disciplina la realizzazione del progetto con destinazione d’uso residenziale, il mantenimento o ricomposizione, dei due piccoli corpi di fabbrica, la localizzazione dei vani e attrezzature tecniche fuori terra negli scoperti escludendo orti e giardini, corti e chiostri; la realizzazione di impianti tecnologici e vani tecnici interrati negli spazi scoperti di qualsiasi tipo. Saranno tutelate alberature di pregio esistenti, prevedendone di nuove, con l’obiettivo di valorizzare l'originalità dei luoghi anche con riferimento alla cartografia storica.

No a strutture ricettive per dieci anni

La variante - si legge - ha l’obiettivo di favorire il mantenimento e il rafforzamento della funzione residenziale nell’ambito della città antica, limitando l’uso degli immobili a scopi turistico-ricettivi di qualsiasi tipo. Il compendio o i singoli edifici non potranno essere utilizzati come per organizzare dei bed&breakfast, o per locazione a fini turistici di durata inferiore a 30 giorni, per dieci anni dalla conclusione dei lavori, calcolati a decorrere dalla data di perfezionamento dell’agibilità dell’ultimo edificio recuperato. L’importo del contributo straordinario di 210.000 euro, già versato a titolo di cauzione dalla società Cloister srl, proprietaria del complesso, sarà introitato nelle casse comunali.

I voti contrari

Dall'opposizione i gruppi consiliari hanno argomentato il voto contrario. Per la consigliera del Partito Democratico Monica Sambo, «l'istituto, dopo tante belle parole, dopo i 10 anni di vincolo residenziale si presta a diventare nel futuro un possibile resort di lusso. Questo perché in questi mesi è stata richiesta solo dopo l'adozione del progetto, e  in modo del tutto incomprensibile, la realizzazione di una spa ed una piscina - commenta Sambo - un intervento che non fa pensare proprio alla residenza. Abbiamo espresso la nostra contrarietà a un intervento che travolge la delibera originaria e che impatterebbe in modo significativo nel contesto veneziano».

«Sulle ex Canossiane alla Giudecca bocciato l’emendamento con cui si chiedeva di estendere almeno a 15 anni il vincolo a destinazione residenziale. Ecco quale sarà la fine di quegli appartamenti: ancora, sempre e solo case per il mercato turistico - afferma il consigliere del gruppo "Tutta la città insieme", Giovanni Andrea Martini -. La proposta di delibera sull’ex Istituto Vendramini al Lido, invece, non è stata licenziata in Commissione come previsto. A seguito del sopralluogo da noi richiesto, sono sorti diversi dubbi e, per adesso, siamo a un nulla di fatto. Lì la richiesta del privato è di convertire a residenziale – di lusso ovviamente – e risulta difficile pensare che saranno altro da case per vacanza o destinate ad affitti brevi. Noi continueremo a votare contro. Contro la trasformazione di Venezia in qualcosa che non è più una città, contro la speculazione immobiliare agevolata dal pubblico, contro l’idea che i beni immobili dismessi debbano essere messi a rendita e non più vissuti da comunità stabili di residenti».
 

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